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Colecisti

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Curatore scientifico: Dr. Francesco Ferrara, Medico Chirurgo
Indice contenuto:
  1. Che cos'è la cistifellea?
  2. Come funziona?
  3. I sintomi di un problema alla colecisti
  4. Le conseguenze della rimozione della cistifellea
  5. Quali sono le patologie connesse?
  6. Quali sono gli esami da eseguire?
  7. Quali sono le cure per la colecisti?
  8. Dieta e rimedi naturali per i calcoli alla colecisti

Che cos'è la cistifellea?

La cistifellea, chiamata anche colecisti, serve come serbatoio per il fluido giallo-verde prodotto nel fegato (bile). La bile scorre dal fegato nella colecisti, dove è tenuta fino a quando è necessario, durante la digestione del cibo. Quando si mangia, la colecisti rilascia la bile nel condotto biliare, dove viene portata alla parte superiore del piccolo intestino (duodeno) per aiutare a rompere il grasso nel cibo.

La cistifellea è un organo a forma di pera. È posizionata sotto il fegato nella parte superiore destra del ventre. L'orifizio di sbocco è circondato da un anello muscolare chiamato sfintere di Oddi.

Come funziona?

In risposta a segnali specifici, la cistifellea emette, all'interno dell'intestino tenue, la bile immagazzinata, attraverso una serie di canali chiamati dotti.

Le funzioni della cistifellea sono diverse: serve da deposito della bile proveniente dal fegato, che verrà successivamente escreta nel duodeno; all'interno della colecisti, la bile subisce un processo di concentrazione e acidificazione.

Nell'intervallo tra i pasti, essa si riempie di bile che scarica periodicamente durante la digestione; tale funzione non è però essenziale potendo la bile defluire direttamente dal fegato all'intestino.

Le sostanze che provocano la contrazione delle cistifellea sono dette colagoghe; un effetto di questo tipo è esercitato dal solfato di magnesio, dall'olio d'oliva e dal rosso d'uovo.

Nella cistifellea, si possono formare i cosiddetti calcoli biliari; il numero, le dimensioni e la forma di questi calcoli possono essere variabili. Se piccoli e mobili, i calcoli sono causa di coliche biliari (le coliche epatiche) recidivanti sino a quando non vengono espulsi dall'intestino.

I sintomi di un problema alla colecisti

I sintomi che si manifestano quando è in corso un'infiammazione della colecisti includono:

  • Dolore: il sintomo più comune di un problema della cistifellea è il dolore, che si verifica di solito nella sezione a metà e in alto a destra dell'addome, che potrebbe essere scambiato per un dolore al fegato. Può essere lieve e intermittente o può essere molto grave e frequente. In alcuni casi, il dolore inizia a irradiarsi in altre aree del corpo, tra cui la schiena e il petto.
  • Nausea o vomito: sono sintomi comuni tra tutti i tipi di problemi della cistifellea. Solo la malattia cronica della colecisti può causare problemi digestivi, come il reflusso acido, il gas, la nausea e il vomito.
  • Febbre o brividi: una febbre inspiegabile può segnalare la presenza di un'infezione. E’ necessario un trattamento prima che peggiori e diventi pericolosa, diffondendosi in altre parti del corpo.
  • Diarrea cronica: avere più di 4 movimenti intestinali al giorno per almeno 3 mesi può essere un segno di malattia cronica della cistifellea.
  • Ittero: la pelle color giallo può essere un segno di un blocco del condotto biliare comune o di calcolo alle vie biliari.
  • Feci o urina insoliti: feci più chiare e urine scure sono segni possibili di un blocco del condotto biliare comune.

Le conseguenze della rimozione della cistifellea

La bile aiuta a digerire i grassi, ma la colecisti in sé non è fondamentale. La rimozione di questo organo in un individuo sano in genere non causa problemi dal punto di vista della salute generale o della digestione, anche se può esporre a rischi di diarrea e malassorbimento del grasso.

Quali sono le patologie connesse?

Qualsiasi malattia che colpisca la colecisti è considerata una patologia della cistifellea. Le seguenti condizioni sono tutte malattie della cistifellea:

  • L'infiammazione della cistifellea è chiamata colecistite. La colecistite può essere acuta (a breve termine) o cronica (a lungo termine). L'infiammazione cronica è il risultato di numerosi attacchi acuti di colecisti. Può eventualmente danneggiare la cistifellea, facendole perdere la sua capacità di funzionare correttamente.
  • I calcoli biliari sono piccoli depositi induriti che si formano nella cistifellea. Questi depositi possono svilupparsi e non essere rilevati per anni. Infatti, molte persone soffrono di calcolosi biliare e non ne sono consapevoli. Eventualmente, causano problemi, tra cui infiammazione, infezione e dolore. I calcoli causano colecistite a breve termine. I calcoli biliari sono di solito molto piccoli, non più di qualche millimetro di larghezza. Possono crescere fino a diversi centimetri. Alcune persone sviluppano solo un calcolo, altre diversi. Se i calcoli biliari crescono in dimensioni, possono cominciare a bloccare i canali che conducono alla cistifellea. In questo caso, sarà necessario un intervento chirurgico. La maggior parte dei calcoli biliari è formata dal colesterolo presente nella bile della cistifellea. Un altro tipo di calcolo è formato da bilirubinato di calcio. E’ una sostanza chimica prodotta quando il corpo scompone i globuli rossi.
  • Coledocolitiasi: i calcoli biliari possono verificarsi nel canale biliare comune, che porta dalla cistifellea all'intestino tenue. La bile viene espulsa dalla colecisti, passa attraverso i piccoli tubi e si deposita in questo condotto. Finisce poi nel piccolo intestino. Nella maggior parte dei casi, i calcoli biliari comuni si sviluppano nella colecisti e poi passano nel canale biliare. A volte i calcoli si formano nel canale biliare comune. Sono chiamati calcoli primari comuni del dotto biliare.
  • Malattia della colecistite senza calcoli: chiamata anche malattia della colecistite acalculosa. In questo caso, si possono verificare sintomi comunemente associati a calcoli biliari senza effettivamente averne.
  • Infezione del dotto biliare comune: un'infezione può svilupparsi se il canale biliare comune è ostruito. Il trattamento per questa condizione riesce se lo si trova presto. Se non succede, l'infezione può diffondersi e diventare fatale.
  • Ascesso della cistifellea: una piccola percentuale di pazienti con calcoli biliari può anche sviluppare pus nella cistifellea. Questa condizione è chiamata empiema. Il pus è una combinazione di globuli bianchi, batteri e tessuti morti. Lo sviluppo del pus porta a gravi dolori addominali. Se la condizione non viene diagnosticata e trattata, può diventare pericolosa per la vita mentre l'infezione si diffonde in altre parti del corpo.
  • Calcoli all’ileo: un calcolo può penetrare nell'intestino e bloccarlo. Questa condizione è rara, ma può essere fatale. È più comune tra le persone con più di 65 anni.
  • Cistifellea perforata: se si aspetta troppo a lungo per cercare il trattamento, i calcoli biliari possono portare a una colecisti perforata. Questa è una condizione pericolosa per la vita. Se non viene rilevata, si può sviluppare una pericolosa infezione addominale.
  • Polipi alla cistifellea: i polipi sono tipicamente benigni o non cancerosi. Può non essere necessario rimuovere quelli piccoli dalla colecisti. Nella maggior parte dei casi, non rappresentano alcun rischio per la persona o la colecisti. Per i polipi più grandi, potrebbe essere necessaria la rimozione chirurgica prima che si sviluppino in cancro o causino problemi.
  • Cancro alla cistifellea: il cancro della colecisti è molto raro. Tuttavia, può diffondersi oltre la colecisti rapidamente se non viene rilevato e trattato richiedendo l’asportazione della cistifellea.

Quali sono gli esami da eseguire?

Per controllare lo stato di salute della cistifellea, è possibile sottoporsi a diversi tipi di esami.

  • Ecografia addominale: un test non invasivo, in cui una sonda appoggiata sulla pelle proietta onde sonore ad alta frequenza nella pancia. L'ecografia è un ottimo banco di prova per i calcoli biliari e consente di controllare la parete della colecisti.
  • Scansione HIDA (colescintigrafia): in questo test di medicina nucleare, un colorante radioattivo viene iniettato per via endovenosa e viene escreto nella bile. È probabile la presenza di una colecistite se la scansione mostra che la bile non passa dal fegato alla cistifellea.
  • Colangiopancreatografia retrograda endoscopica: utilizzando un tubo flessibile introdotto dalla bocca e spinto attraverso lo stomaco e l'intestino tenue, un medico può vedere lungo il tubo e iniettare colorante nei condotti del sistema biliare. Nel corso di questo esame, è possibile utilizzare strumenti chirurgici minuscoli per trattare alcuni calcoli biliari.
  • Risonanza magnetica colangiopancreatografia (CPRM): uno scanner MRI fornisce immagini ad alta risoluzione delle vie biliari, del pancreas e della cistifellea. Le immagini CPRM possono indirizzare ulteriori test e trattamenti.
  • Ecografia endoscopica: una piccola sonda ad ultrasuoni posta sull'estremità di un tubo flessibile viene inserita attraverso la bocca lungo l'intestino. L'ecografia endoscopica può aiutare a rilevare le coledocolitiasi e i calcoli biliari della pancreatite.
  • Radiografia addominale: anche se possono essere utilizzati per cercare altri tipi di problemi nell'addome, i raggi X in genere non possono diagnosticare malattie della colecisti. Tuttavia, sono in grado di rilevare i calcoli biliari. 

Quali sono le cure per la colecisti?

In base al tipo di problema riscontrato, è possibile scegliere tra diversi tipi di trattamenti.

  • Intervento chirurgico alla cistifellea (colecistectomia): un chirurgo rimuove la cistifellea, mediante laparoscopia (diversi piccoli tagli) o laparotomia (chirurgia tradizionale "aperta" con una grande incisione).
  • Antibiotici: durante la colecistite, possono essere presenti alcune infezioni. Anche se gli antibiotici in genere non possono curare la colecistite, sono in grado si impedire che l'infezione si diffonda.
  • Chemioterapia e radioterapia: dopo l'intervento chirurgico per asportare un tumore della colecisti, possono essere utilizzate la chemioterapia e le radiazioni per prevenire una recidiva.
  • Acido ursodesossicolico: nei pazienti con problemi di calcoli biliari che non sono buoni candidati per la chirurgia, un'opzione alternativa è il farmaco orale. L'acido ursodesossicolico può aiutare a sciogliere i piccoli calcoli biliari di colesterolo e ridurre i sintomi. Una soluzione orale alternativa è il Chenix.
  • Litotrissia extracorporea a onde d'urto: onde d'urto ad alta energia sono proiettate da una macchina apposita attraverso la parete addominale, provocando la rottura dei calcoli biliari. La litotrissia offre risultati migliori se sono presenti solo alcuni calcoli di piccole dimensioni.
  • Dissoluzione per contatto mediante solvente: un ago viene inserito nella cistifellea attraverso la pelle e vengono iniettate sostanze chimiche che sciolgono i calcoli. Questa tecnica è usata raramente. 

Dieta e rimedi naturali per i calcoli alla colecisti

Per prevenire i calcoli biliari, è utile seguire una dieta, oltre ad altri trattamenti naturali:

  • Dieta da seguire: alcuni cibi sono più facili da digerire, contengono solo grassi naturali e forniscono nutrienti importanti come antiossidanti e fibre. Buone fonti di fibre che supportano la digestione sono fagioli e legumi, noci, semi con verdure fresche e frutta. Barbabietole, carciofo e tarassaco aiutano soprattutto a sostenere la salute del fegato, hanno effetti disintossicanti e possono migliorare il flusso biliare, che abbatte il grasso. Provare ad aggiungere cibi ricchi di potassio come avocado, verdure a foglia verde, pomodoro, patate dolci e banane. Grassi sani non raffinati (incluso olio di oliva o di cocco) contengono una delle forme più facili di grasso da digerire, chiamati acidi grassi a catena media. Il consiglio è quello di consumare grassi sani in piccole quantità nel corso della giornata, circa un cucchiaio di olio una volta o 2 cucchiai di noci. Noci e semi germogliati di lino, chia, canapa e zucca sono più facili da digerire e possono ridurre l'infiammazione. Frutta, verdura, noci e semi sono ad alto contenuto di acqua, elettroliti, antiossidanti e fibre, ma a basso contenuto di sale e grassi. L'inclusione di fonti magre di proteine ​​organiche nella dieta può alleviare lo stress, come pollo, tacchino, manzo, pesce.
  • Alimenti da evitare: alimenti fritti e oli idrogenati, olii lavorati, formaggio grasso confezionato possono essere alcuni degli alimenti più duri per una corretta digestione. Per ridurre la quantità di grassi malsani nella dieta, diminuire l'assunzione di salumi, cibi pronti come patatine o biscotti, salumi, prodotti a base di carne, latticini trasformati. Lo zucchero può aumentare la probabilità della formazione di calcoli biliari a causa dell'aumento di peso e dell'infiammazione. I problemi della cistifellea sono potenzialmente correlati alle allergie alimentari, tra cui latticini, glutine, crostacei, arachidi. I prodotti lattiero-caseari sono pro-infiammatori e possono indurre il corpo a produrre più calcoli biliari. Gli attacchi alla cistifellea seguono spesso pasti pesanti e di solito si verificano la sera o durante la notte. Qualsiasi cibo ricco di grassi può potenzialmente peggiorare i problemi della colecisti. Questo vale soprattutto per gli oli vegetali raffinati (come girasole, colza, mais). Il controllo delle porzioni è fondamentale. 
  • Cardo mariano (150 mg 2 volte al giorno): aumenta il flusso biliare e aiuta il fegato e la cistifellea a disintossicarsi. È un epatoprotettivo naturale e ha attività antiossidante, blocca le tossine a livello della membrana, migliora la sintesi proteica, ha attività antifibrotica ed è anche in grado di produrre antinfiammatori o effetti immunomodulanti.
  • Enzimi della lipasi (2 capsule ai pasti): possono offrire miglioramenti nella digestione dei grassi e nell'uso della bile.
  • Sali biliari (500-1.000 mg ai pasti): potrebbero aiutare a migliorare la scomposizione dei grassi.
  • Curcuma (1.000 mg al giorno): ha proprietà antinfiammatorie che possono aiutare a ridurre il gonfiore della cistifellea e migliorare il flusso biliare. 
  • Radice di tarassaco (500 mg ai pasti): il dente di leone è stato usato per secoli per migliorare molteplici processi digestivi, sostenere la salute del fegato e regolare l'uso della bile.
  • Crespino: può aiutare a combattere le infezioni e purificare il fegato e la cistifellea.
  • Olio di rosmarino: mescolare 3 gocce di olio di rosmarino con un quarto di cucchiaino di olio di cocco e strofinare sulla zona della cistifellea 2 volte al giorno per aiutare la pulizia e ridurre l'infiammazione.
  • Mantenere un peso sano: essere in sovrappeso o obesi potrebbe aumentare le probabilità di avere problemi alla cistifellea, come i calcoli biliari. Questo sembra essere particolarmente vero nelle donne in sovrappeso di mezza età a causa degli effetti che i cambiamenti ormonali (specialmente degli estrogeni) sembrano avere sul fegato. L'obesità contribuisce a livelli più elevati di colesterolo nel fegato e può favorire diverse disfunzioni digestive. Le persone che non mantengono un peso sano potrebbero sperimentare più infiammazione e gonfiore della cistifellea, specialmente se hanno una grande quantità di grasso intorno alla vita.
  • Evitare la "dieta yo-yo": le persone che perdono più di 3 chili a settimana potrebbero avere una maggiore possibilità di soffire di calcoli biliari rispetto a quelle che perdono peso più lentamente e senza misure drastiche. Raggiungere un peso sano in modo sicuro concentrandosi sul consumo di cibi ricchi di fibre come parte di una dieta, bere acqua al posto di bevande zuccherate, mangiare consapevolmente, essere più attivi e controllare lo stress, può contribuire ad evitare la comparsa di questi disturbi.
  • Allenarsi regolarmente: essere attivi per proteggersi dai calcoli biliari. Questo è benefico per l'equilibrio ormonale, riduce l'infiammazione, senza dover tagliare drasticamente le calorie. La raccomandazione generale è di 30-60 minuti di esercizio moderatamente intenso ogni giorno, diverse volte alla settimana.