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Disturbi della colecisti

Curatore scientifico
Dr. Silvestro Lucchese
Specialità del contenuto
Chirurgia generale Epatologia

Cos'è la colecisti?

La colecisti, chiamata anche cistifellea, è un piccolo sacchetto situato appena sotto il fegato, che immagazzina la bile prodotta da questo organo.

Dopo i pasti, diventa piatta e vuota, simile a un palloncino sgonfio. Prima, invece, può essere piena di bile e delle dimensioni di una piccola pera. In risposta a determinati segnali, la colecisti “spreme” la bile immagazzinata dentro l'intestino tenue attraverso una serie di tubi, i dotti biliari.

La funzione principale della bile è quella di aiutare l'organismo a digerire i grassi. In realtà, la cistifellea non ha un ruolo così fondamentale nel corpo: negli individui a cui è stata asportata non ha causato problemi di salute o di digestione. Al massimo, esiste un piccolo rischio di diarrea e malassorbimento dei grassi.

Calcoli alla colecisti: sintomi

Il sintomo più comune dei calcoli della colecisti è la colica biliare postprandiale, la quale si distingue per:

  • localizzazione (generalmente all'epigastrio, la zona al di sotto dello sterno e, più raramente al fianco destro);
  • durata (da 30 minuti a 3 ore);
  • intensità;
  • nausea e vomito

Un'ecografia addominale consente di riscontrare i calcoli di varie dimensioni all'interno della colecisti. Altri sintomi generali sono:

  • cefalea;
  • sintomi digestivi: turbe del transito o turbe dispeptiche (dolore o fastidio durante la digestione)

In alcuni casi, la calcolosi della colecisti è asintomatica.

Quali sono i diversi disturbi legati alla colecisti?

Esistono diversi disturbi e malattie direttamente correlati alla cistifellea. Eccone alcuni:

  • Calcoli biliari, detti anche colelitiasi e conosciuti impropriamente come calcoli al fegato. Si tratta di una cristallizzazione della bile della cistifellea. Sono abbastanza comuni e piuttosto innocui, anche se talvolta possono causare dolore, nausea o infiammazione.
  • Colecistite: si verifica quando la colecisti è infiammata, spesso a causa di un calcolo. Provoca forti dolori e febbre e può richiedere un intervento chirurgico se l'infiammazione diventa cronica.
  • Cancro alla colecisti: raro e difficile da diagnosticare. Di solito, viene scoperto in fase avanzata, quando compaiono i primi sintomi, simili a quelli dei calcoli biliari.
  • Pancreatite da calcoli alla cistifellea, dovuta a un blocco dei condotti che drenano il pancreas da parte di calcoli biliari. Ne risulta una grave infiammazione del pancreas.

Cosa comporta una colecisti infiammata?

Sono diverse le conseguenze che derivano da una colecisti infiammata, in base anche alla presenza o meno di un'infezione alla cistifellea o al tipo di infiammazione.

Esistono essenzialmente 3 tipi di colecistite:

  • colecistite non batterica, causata da calcoli che ostruiscono le vie biliari, comporta un accumulo di bile e muco all'interno della cistifellea;
  • colecistite batterica, è dovuta a un'infezione batterica, che produce pus che va a infettare la bile nella colecisti; in questo caso, si corre il rischio di necrosi, se non si interviene tempestivamente;
  • colecistite litiasica (da litiasi, ovvero presenza di calcoli, detta anche calcolosi), si tratta dell'incuneamento di un calcolo nel dotto cistico.

Le colecistite batterica e non batterica possono addirittura causare una perforazione della cistifellea.

Quando si formano i calcoli?

I calcoli della colecisti si formano quando si è affetti da colesterolo alto o da particolari infezioni. Esistono 2 tipi fondamentali di calcoli:

  • Calcoli di colesterolo: rappresentano circa il 70% dei casi dei Paesi Occidentali. La caratteristica di questi calcoli è che il fegato del paziente produce una bile satura di colesterolo. Il mantenimento del colesterolo nella bile dipende dall'equilibrio tra alcuni fattori, quali i sali biliari e i fosfolipidi. Se questo equilibrio si rompe, si produce una bile satura di colesterolo che causa la precipitazione del colesterolo stesso. Il successivo passo consiste nella formazione di minuti cristalli di colesterolo che, man mano, agglomerandosi diventano più grandi.
  • Calcoli pigmentati: distinti in bruni, associati di solito ad infezioni e comuni soprattutto nei paesi asiatici, e neri, riscontrati nei pazienti affetti da malattie del sangue o cirrotici. La matrice di questi calcoli è rappresentata da bilirubina non coniugata che si combina e precipita con il calcio a formare bilirubinati di calcio

Chi è colpito da calcoli biliari?

I calcoli della colecisti sono riscontrati soprattutto in età adulta. La diffusione del disturbo è maggiore nel sesso femminile e si associa spesso con gravidanze multiple, obesità o rapidi cali di peso.

Come si curano i calcoli alla colecisti?

Le terapie consigliate in caso di colecisti sono differenti a seconda della gravità dei casi:

  • Farmacologica: la terapia ha una durata variabile fra i 6 e i 12 mesi ed è necessario monitorare con cura i pazienti per verificarne l'efficacia.
  • Litotrissia con onde d'urto: l'efficacia della terapia è proporzionale alla quantità di energia trasferita ai calcoli. La metodica prevede la frammentazione dei calcoli in pezzi più piccoli che possano poi essere dissolti farmacologicamente o che possano passare nell'intestino. È quindi necessaria l'esecuzione di una terapia medica adiuvante con acidi biliari.
  • Litolisi per contatto: è la metodica per la quale l'esperienza clinica è minore. L'agente chimico proposto è il metil-terbutil-etere che è introdotto nella colecisti attraverso un catetere transepatico percutaneo. Una pompa automatica peristaltica agevola una distribuzione efficace e la rimozione del solvente.
  • Terapia chirurgica: la colecistectomia laparotomica è l'intervento che viene eseguito con l'apertura dell'addome. La colecistectomia effettuata attraverso una minilaparotomia di pochi centimetri è stata proposta come modificazione della tecnica originaria con l'obiettivo di ridurre il dolore postoperatorio. Attualmente, la terapia chirurgica prevede la colecistectomia laparoscopica ovvero l’asportazione della colecisti con speciali strumenti introdotti attraverso piccolissime incisioni.

Come si diagnosticano i calcoli biliari e altri disturbi legati alla colecisti?

Esistono diversi test che permettono di evidenziare la presenza di calcoli biliari o di un'infiammazione della cistifellea. I principali sono:

  • Ecografia addominale: si tratta di un esame non invasivo in cui una sonda, che viene passata direttamente sulla pelle, fa “rimbalzare” le onde sonore ad alta frequenza all'interno dell'addome. L'ecografia è un ottimo sistema per verificare la presenza di calcoli biliari.
  • Scansione HIDA: in questo test di medicina nucleare, un colorante radioattivo viene iniettato per via endovenosa e secreto nella bile. La presenza di una colecistite viene ritenuta probabile se la scansione mostra che la bile non passa dal fegato alla cistifellea.
  • Colangiopancreatografia retrograda endoscopica (ERCP): un tubo flessibile viene introdotto, attraverso la bocca, nello stomaco e nell'intestino tenue. Il medico può vedere attraverso il tubo e iniettare del colorante nei condotti del sistema biliare. Piccoli strumenti chirurgici possono essere utilizzati per il trattamento di alcuni calcoli biliari durante ERCP.
  • Risonanza magnetica colangiopancreatografia: uno scanner fornisce immagini ad alta risoluzione delle vie biliari, del pancreas e della cistifellea. Le immagini acquisite tramite la risonanza aiutano a guidare ulteriori test e trattamenti.
  • Ecoendoscopia: una piccola sonda ecografica, posta all'estremità di un tubo flessibile, viene inserita attraverso la bocca nell'intestino. L'ecografia endoscopica può aiutare a rilevare coledocolitiasi e pancreatite da calcolo alla cistifellea.
  • Raggi X all'addome: rilevano soprattutto i calcoli biliari, mentre sono poco utili in caso di colecistite.

Quale dieta è consigliata per la cura dei calcoli della colecisti?

Una terapia alternativa e preventiva per i calcoli della colecisti è una dieta sana e povera di grassi. La calcolosi della colecisti, infatti, è spesso associata ad una situazione di sovrappeso e di cattiva alimentazione. Una dieta equilibrata ha effetti benefici sui disturbi della colecisti ed è importante sapere cosa mangiare.. Alcune regole da seguire per una buona alimentazione sono:

  • ridurre l'assunzione di zuccheri
  • consumare una corretta quantità di fibre
  • consumare pasti leggeri, aumentandone la frequenza
  • consumare pane integrale, pane tostato, fette biscottate
  • consumare pasta integrale, riso, semolino
  • bere latte scremato o parzialmente scremato
  • consumare yogurt e formaggi magri
  • mangiare carne magra (coniglio, manzo, pollo, tacchino e vitello) preferibilmente lessata o ai ferri
  • mangiare pesce di qualsiasi tipo, evitando le fritture
  • mangiare verdura e frutta
  • moderare il consumo di dolci

Per una corretta dieta, è opportuno evitare alcuni cibi, come:

  • pane fresco
  • latte intero
  • formaggi fermentati, piccanti, semigrassi e grassi
  • uova
  • maionese e senape
  • condimenti grassi e salse piccanti
  • carni grasse, affumicate, marinate e salate (agnello, anatra, cacciagione, capretto, frattaglie, maiale, montone, oca)
  • salumi e insaccati
  • frutta secca
  • alcolici e superalcolici
  • caffè, tè
  • bevande gassate e ghiacciate
  • cacao e cioccolato
  • gelati e panna

La colecistectomia non provoca problemi digestivi ma, soprattutto nella fase post operatoria, il contraccolpo per la mancata presenza della bile (la colecisti raccoglie la bile e la indirizza nel duodeno), può provocare problemi come l’emissione di feci liquide o la diarrea. Questo fastidio si risolve entro poche settimane, ma rende necessari alcuni accorgimenti.

Con il passare del tempo e valutando la ripresa post operatoria è possibile tornare, gradualmente, all’alimentazione abituale. E’ importante la valutazione personale perchè le capacità di tollerare i cibi variano con il singolo individuo quindi tempi e modalità di alimentazione devono tener conto della situazione personale, così come l’eventuale necessità di assumere, dopo indicazione medica, eventuali integratori alimentari.

Cos'è la colecisti alitiasica?

La colecisti alitiasica è un'infiammazione acuta della cistifellea, che si presenta senza la presenza di calcoli biliari.

Può essere causata da diversi fattori, tra cui:

Come si cura la colecistite?

I trattamenti per curare la colecistite e i calcoli biliari sono:

  • Colecistectomia: si tratta di un intervento chirurgico, in cui un chirurgo rimuove la cistifellea in laparoscopia (cioè praticando diversi piccoli tagli) o laparotomia (chirurgia tradizionale, in cui viene effettuata un'unica grande incisione sull'addome).
  • Antibiotici: la colecistite può essere causata anche da un'infezione. Anche se gli antibiotici non curano direttamente la colecistite, possono impedire che l'infezione si diffonda.
  • Chemioterapia e radioterapia: dopo la rimozione chirurgica di un cancro alla cistifellea, la chemioterapia e la radioterapia possono essere usate per aiutare a prevenire il ritorno del tumore.
  • Acido ursodesossicolico: per le persone con problemi di calcoli biliari che non sono buoni candidati per la chirurgia, l'alternativa principale all'intervento è l'acido ursodesossicolico, un farmaco che può aiutare a sciogliere i calcoli biliari piccoli e a ridurre i sintomi. Un'altra soluzione orale è il Chenix.
  • Litotripsia extracorporea ad onde d'urto: onde d'urto ad alta energia vengono proiettate da una macchina attraverso la parete addominale, che causa la rottura dei calcoli biliari. Questo tipo di trattamento è più indicato per i calcoli di piccole dimensioni.
  • Dissoluzione per contatto: un ago viene inserito attraverso la pelle nella cistifellea, in cui vengono iniettate sostanze chimiche in grado di sciogliere i calcoli biliari. Questa tecnica viene usata raramente.

Rimedi naturali per i disturbi della colecisti

I seguenti rimedi casalinghi per i disturbi della colecisti sono così semplici e veloci che non c'è motivo per non provarli, soprattutto perché si possono trovare nella propria cucina:

  • Caffè: bere un paio di tazze di caffè java al giorno può prevenire i calcoli biliari. Potrebbe essere grazie alla caffeina; tuttavia, i tè e le bevande analcoliche contenenti caffeina non producono lo stesso effetto e nemmeno il caffè decaffeinato.
  • Cereali ricchi di fibre: le persone che seguono una dieta zuccherina e ricca di grassi probabilmente avranno più problemi di calcoli biliari. Aggiungere alcuni alimenti ricchi di fibre ed evitare gli snack zuccherati e gli alimenti grassi può aiutare a mantenere sana la cistifellea. Stare per lunghi periodi senza mangiare, come saltare la colazione, può rendere più inclini alla formazione di calcoli.
  • Lenticchie: insieme a noci, fagioli, piselli e arance sono un vero toccasana per la cistifellea.
  • Peperone rosso: contiene un sacco di vitamina C che può aiutare ad evitare la formazione di calcoli biliari.
  • Salmone: gli acidi grassi omega-3, presenti nei pesci grassi come il salmone, possono aiutare a prevenire i calcoli biliari.
  • Verdure: mangiare verdure è un buon modo per scongiurare i calcoli biliari. 
  • Vino: mezzo bicchiere di vino al giorno può evitare attacchi di calcoli biliari. 

Altre cose da fare e da non fare:

  • Esercizio: rimanere attivi può ridurre il rischio di sviluppare calcoli biliari.
  • Perdere un po' di peso: essere in sovrappeso, anche di 10 chili, può raddoppiare il rischio di contrarre i calcoli biliari.
  • Dieta ragionevole: se si è in sovrappeso, pianificare di perdere peso lentamente. Perdere peso troppo velocemente può aumentare le possibilità di sviluppare calcoli biliari.
  • Ridurre l'assunzione di grassi saturi: troppo grasso nella dieta aumenta il rischio di calcoli biliari. C'è però bisogno di un po' di grasso per trasmettere alla cistifellea il messaggio di svuotare la bile. 
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