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Ipertensione endocranica

Ipertensione endocranica
Curatore scientifico
Dr. Leila Turnava
Specialità del contenuto
Neurologia

Cos’è l’ipertensione endocranica?

Quando aumenta la pressione all’interno del cranio – e da qui la parola endocranico – si è di fronte a uno status di ipertensione endocranica, in cui il volume all’interno della scatola cranica aumenta. Questa crescita può essere determinata da uno qualsiasi dei componenti che ritroviamo all’interno del cranio e cioè:

  • sistema nervoso centrale, che ne costituisce l’80% della massa;
  • sangue, che è il 12%;
  • liquor, che ne è invece l’8%.

Un aumento del volume di questi liquidi è chiaramente incompatibile con la contemporanea presenza del cervello e ciò determinerà questa patologia. Tale relazione quantitativa non può infatti superare una determinata soglia passata la quale si genera questo tipo di ipertensione che, in casi estremi, può contribuire alla cedevolezza cerebrale.

La sindrome da ipertensione endocranica va combattuta per tempo in quanto può fortemente entrare in contrasto con il sistema nervoso centrale. Per studiare le ragioni è necessario operare una diagnosi nella maniera più tempestiva possibile: questa viene effettuata tramite immagini e, solitamente, permette di rilevare l’ipertensione tramite oftalmoscopio.

A seguire vengono sovente effettuati esami per immagini che possono determinare le ragioni dell’aumento della pressione endocranica, consentendo di giungere a risultati che possano consigliare il miglior modo per procedere.

Ipertensione endocranica benigna

Questo tipo di ipertensione è stato spesso chiamato pseudotumore e ridefinito con il più complesso termine di ipertensione intracranica benigna. Tale definizione è dovuta alla natura più sovente benigna rispetto all’ipertensione intracranica che è invece provocata da tumori o malattie pericolose per la vita umana.

Ciò nonostante va sottolineato che l’ipertensione endocranica benigna è comunque una sindrome che può portare il paziente alla cecità e quindi a perdere la vista e, proprio per questo, tale nomea è stata spesso ritenuta fuorviante. Per ovviare a questo problema semantico è stata coniata un’ulteriore definizione a fine anni 80 che è quella più esauriente di ipertensione endocranica idiopatica.

In caso di ipertensione endocranica benigna spesso sono affette le donne di età riproduttiva (in particolare quelle obese) e in questo caso può essere utile calo ponderale.

Invece, tra le cause di ipertensione endocranica provocata da processi occupanti lo spazio endocranico, in primis vanno sottolineati i tumori cerebrali endocranici (e non solo del midollo spinale). Essi sono accompagnati in 60% dei casi dalla seguente triplice sintomatologia cranica:

  • 1. vomito: spesso brusco, a getto, talvolta senza nausea precedente;
  • 2. cefalea diffusa: intensa la mattina, continuativa, esacerbata da tosse, starnuto;
  • 3. papilledema, più disturbi psichici.

Cause dell’ipertensione endocranica

Le cause dell’ipertensione endocranica idiopatica non sono purtroppo note. Tuttavia è possibile fare un quadro comune dei pazienti che soffrono di tale sindrome in quanto molto spesso sono soggetti più predisposti a causa dei seni venosi più sottili della norma: questa particolarità crea quindi accumuli di sangue all’interno del cranio e facilita l’aumento di volume nello stesso.

Oltre ciò non sono registrati, ad oggi, altri fastidi direttamente collegabili con l’ipertensione endocranica idiopatica: nessuno dei possibili blocchi che ostruiscono il normale deflusso del sangue vengono infatti ritenuti responsabili di questo accumulo di volume. In alcuni casi si è osservato come questa sindrome si è verificata in infanti che hanno assunto una significativa quantità di vitamina A o a seguito dell’interruzione di cicli di corticosteroidi.

Spesso sono tuttavia state associate ulteriori malattie a questa patologia e queste sono:

Va sottolineato che comunque è, in molti casi, vero l’opposto ossia che sia invece l’ipertensione endocranica idiopatica ad essere sintomo ulteriore delle sovracitate patologie e non il contrario.

Sintomi dell’ipertensione endocranica

Nonostante possa essere anche asinomatica, il principale sintomo dell’ipertensione endocranica è un forte mal di testa a cadenza quotidiana o quasi giornaliera. Questa cefalea è inizialmente lieve salvo poi crescere di intensità nel tempo e portare con sé altri sintomi, quali:

L’ipertensione endocranica – anche detta intracranica – può inoltre causare papilledema, ossia un’infiammazione del nervo ottico nei pressi del bulbo oculare.

Ulteriori sintomatologie sono certamente segni di possibili complicazioni e vanno affrontate in maniera tempestiva. Tra queste possiamo riscontrare tutte quelle legate alla perdita della vista che, solitamente, ha inizio con la visione laterale che diventa offuscata e può portare financo a una totale perdita della stessa.

Ciò può portare conseguenze notevoli nella vita di tutti i giorni e, a lungo andare, può sfociare in disturbo cronico che ha come possibile fine la cecità. In questi casi è bene rivolgersi quanto prima a del personale medico per scongiurare la perdita della vista.

Trattamento dell’ipertensione endocranica

Come detto, l’ipertensione intracranica va trattata per evitare una grave conseguenza qual è la cecità. Se in taluni casi si assiste a una guarigione spontanea e senza la necessità di ricorrere a particolari trattamenti in altri, spesso, si ricorre ad altre soluzioni come:

  • antidolorifici (frequentemente vengono utilizzati gli stessi farmaci utili a combattere l’emicrania);
  • operazione chirurgica (per la riduzione del volume all’interno del cranio).

Ulteriori rimedi sono poi costituiti da:

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