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Stranguria

Stranguria
Curatore scientifico
Dr. Giuseppe Dovinola
Specialità del contenuto
Urologia

Qual è la definizione di stranguria?

Per stranguria, si intende un disturbo che riguarda quegli atti volontari o involontari che provocano l'espulsione dell'urina dalla vescica attraverso l’uretra.

Si caratterizza per via della difficoltà di emettere urina, oltre che per la lentezza e il dolore presenti durante l’atto. Il paziente con stranguria emette modeste quantità di urina, talvolta anche per gocciolamento intermittente.

A seconda della patologia che ne è all’origine, la stranguria può associarsi a tenesmo vescicale, bruciore durante la minzione e dolore riferito alla vescica.

Nella maggior parte dei casi, questo disturbo è dovuto a un’infiammazione delle vie genito-urinarie (per esempio cistite, uretrite, prostatite, vaginite, pielonefrite e calcoli renali). Tale situazione può dipendere sia da infezioni che da stenosi uretrali, malattie del collo della vescica ed ipertrofia della prostata.

La stranguria può essere distinta tra:

  • Stranguria iniziale, ovvero quella che precede l’emissione di urina. È il classico caso che riguarda le cistiti del collo della vescica.
  • Stranguria terminale, spesso accompagnata da tenesmo vescicale, ovvero quella sensazione fastidiosa di avere lo stimolo di urinare con urgenza subito dopo aver terminato di urinare. Ciò è dovuto alla contrattura dolorosa della muscolatura, specie quella uretrale.

Cause della stranguria

Le malattie associate a questo disturbo possono essere molteplici, ma nella maggior parte dei casi si tratta di infezioni all’apparato urinario.

Solitamente, a causare la stranguria è un’infiammazione dell’apparato genitale e delle basse vie urinarie (malformazioni, disfunzioni neurologiche) spesso, a loro volta, determinate da batteri, in particolare Escherichia Coli, ma anche altri, tra cui Neisseria Gonorrhoeae, alcuni virus e agenti micotici.

Se l’infezione è localizzata nella vescica, si parla di cistite; se invece interessa la parte alta dell’apparato si parla di pielonefrite, mentre se è a carico dell’uretra si parla di uretrite. Questo disturbo può essere infatti associato alla pollachiuria e alla presenza di sangue e di pus nelle urine, che diventano torbide e maleodoranti, spesso accompagnate da febbre.

Vi sono altre malattie che possono provocare il tipico disturbo della stranguria e molte volte non sono necessariamente a carico dell’apparato urinario stesso, ma possono riguardare anche l’apparato genitale, l’intestino e in certi casi anche malattie sistemiche.

In specifici casi, ci si può trovare di fronte ad un sintomo non strettamente connesso a particolari patologie, ma conseguente a tipiche irritazioni da traumi meccanici (soprattutto nel genere femminile), determinate per esempio da: rapporti sessuali troppo intensi, tamponi vaginali, carta igienica.

Da non sottovalutare come possibile causa sono anche le irritazioni chimiche, come per esempio l’utilizzo di prodotti inadeguati o di sistemi anticoncezionali esterni non tollerati.

Vi possono essere anche altre cause patologiche che accompagnano la stranguria ad altri sintomi, come per esempio:

  • Calcoli ai reni, ovvero nel caso di formazione di agglomerati, precipitati o cristalli all’interno dei reni, ureteri oppure nella vescica.
  • Tumori, patologie neoplastiche della vescica e della prostata, spesso collegate a pollachiuria, tenesmo vescicale, ritenzione urinaria, per lo svilupparsi di masse nella vescica che impediscono il deflusso dell’urina.
  • Endometriosi, ovvero il caso in cui il tessuto che riveste l’utero, l’endometrio, appare in tessuti diversi inopportunamente (nella vagina, nel peritoneo, nelle ovaie); in questo caso, la stranguria si accompagna a dolore pelvico, dismenorrea, dispareunia, infertilità.
  • Gonorrea, cioè l’infezione trasmissibile sessualmente a partire dal batterio Neisseria Gonorrhoeae. Vengono associati sintomi come i rapporti sessuali dolorosi e negli uomini dolore alla zona bassa addominale, pollachiuria, perdite purulente dal meato urinario.

Caratteristiche della stranguria

Caratteristica principale della stranguria è l’emissione di urina quasi goccia a goccia e il dolore durante e dopo l’atto di urinare. 

Le persone affette da questo disturbo spesso riferiscono bruciore e dolore nel condotto urinario, cioè l’uretra, attraverso cui passano le urine per essere espulse.

In base alla patologia che causa questo disturbo si può associare a sintomi differenti. In alcune situazioni, la malattia può determinare un incremento della necessità di urinare senza che in realtà vi sia un'effettiva emissione di urine.

Talvolta, può capitare che si manifesti un’intensificazione dello stimolo urinario durante la notte (in questo caso si parla di nicturia).

Stranguria e disuria

Si parla di stranguria quando si è in presenza dI emissioni di urina a intervalli intermittenti, lente e con la tipica sensazione di bruciore e dolore, spesso accompagnate da tenesmo vescicale, ovvero la contrazione dolorosa dello sfintere. 

Nel caso in cui la suddetta situazione si presenti senza alcun tipo di dolore, siamo in presenza di disuria.

Qual è la cura per la stranguria?

Valutare questo sintomo è facile, ma per diagnosticare con certezza il fattore di origine, è necessaria una visita dello specialista urologo che, dopo un’approfondita visita e un colloquio con il paziente, dispone eventuali accertamenti o procede direttamente con terapia.

La terapia per la stranguria è da connettere in modo sostanziale alla causa del disturbo, quindi alla patologia che determina questa difficoltà di espellere urine, in particolare neoplasie, prostatite, cistite e altre. 

È necessario non sottovalutare mai questa tipologia di disturbo perché è sempre sintomo di un mal funzionamento. Un rimedio “casalingo” non è assolutamente consigliato: meglio rivolgersi al proprio medico di fiducia.

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