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Calo ponderale

Calo ponderale
Curatore scientifico
Dr. Mario Vasta
Specialità del contenuto
Medicina generale

Significato

La perdita di peso o calo ponderale (aggettivo derivante dal latino pondus, che significa peso) rappresenta la riduzione della massa corporea per via di processi di natura fisiologica o patologica.

Esistono due tipologie di dimagrimento improvviso:
  • Fisiologico – Riguarda ad esempio i neonati.
  • Indotto – Dovuto a particolari diete o a disturbi patologici.

Cause

La perdita di peso può derivare da una diminuzione di:
  • fluido corporeo;
  • massa muscolare;
  • grasso.
Una diminuzione del liquido corporeo può provenire da:
  • farmaci;
  • perdita di liquidi;
  • mancanza di assunzione di liquidi;
  • malattie come il diabete.
Una diminuzione del grasso corporeo può essere inizialmente causato da esercizio fisico e dieta, come per l'obesità. La perdita di peso è normale dopo la gravidanza. La perdita di peso e la mancanza di alimentazione associata ad una malattia cronica è denominata cachessia.

Le cause di un dimagrimento velocepossono essere di natura differente, dalle patologie più aggressive alla volontà di una persona di perdere peso e di curare la propria alimentazione e il proprio stile di vita. Le cause più comuni sono:

Calo ponderale nel neonato

Dopo la nascita, il peso del neonato subisce un netto calo ponderale. Spesso, le mamme confondono questo calo di peso con una situazione estremamente pericolosa, tuttavia è del tutto normale.

Infatti, il neonato deve abituarsi ad un ambiente totalmente diverso da quello costituito da liquido e calore a temperatura costante.

Proprio per questo motivo, il bambino perde gradualmente i liquidi e il tessuto adiposo, cioè il grasso. Inoltre, nei primi giorni di vita non vi è una vera e propria compensazione tra nutrizione, consumo energetico ed eliminazione di feci.

Al terzo giorno di vita il dimagrimento può arrivare al 10% del peso della nascita. Tuttavia, la crescita del neonato diventa costante dopo il decimo giorno di vita.

Consultando le curve di crescita, ci si può facilmente rendere conto dello sviluppo e del peso ideale del bambino. Le percentili e la tabella di crescita del neonato infatti offrono un chiaro esempio di quanto peso dovrebbe prendere il bambino in un determinato lasso di tempo.

È importante ricordare che i bambini non sono tutti uguali e che la loro crescita è del tutto soggettiva e determinata da una moltitudine di fattori, primo fra tutti l'alimentazione.

Infatti, se il bambino è alimentato con latte artificiale tenderà ad avere un calo di peso minore e una ripresa più veloce rispetto ad un bambino allattato al seno.

Tuttavia, i bambini nati prematuri possono subire un calo maggiore del 10% e avere un periodo di recupero fino a 30 giorni.

Crescita ponderale nel neonato

Nella prima settimana di vita, si assiste ad un dimagrimento improvviso del un neonato del 5-10% circa, per via dello stress, della perdita di liquidi e dell’adattamento al nuovo ambiente.

Se il neonato è ben alimentato, però, il peso perduto viene regolarmente recuperato entro il quindicesimo giorno di vita.

Poi, durante i sei mesi successivi, il ritmo medio di crescita ponderale è di circa 150 grammi a settimana: si parla quindi di crescita ponderale del neonato. Entro il quinto mese di vita, quindi, il peso sarà già il doppio rispetto a quello alla nascita. Il ritmo di crescita ponderale di un neonato di solito è massimo fra la terza e la sesta settimana di vita.

Sintomi

I sintomi di dimagrimento veloce sono:

Cosa fare

In presenza di un grave calo ponderale si deve ricorrere subito al ricovero del paziente con somministrazione di integratori alimentari e vitamine.

Successivamente, si potrà procedere con gli esami del caso:
  • determinazione dell’esatto intervallo di tempo entro cui è avvenuto il dimagrimento;
  • esclusione di possibili disturbi depressivi;
  • analisi della storia clinica del paziente;
  • dettagliati esami addominali;
  • radiografia del torace;
  • esami neurologici;
  • esami per corretta funzionalità epatica e renale;
  • esami di screening tumorale;
  • esami endoscopici del tratto intestinale.
Ogni esame di laboratorio deve essere eseguito sulla base di precedenti ipotesi diagnostiche.

Come calcolare il calo ponderale

Per calcolare il calo ponderale di un individuo bisogna comparare i dati presenti con quelli del suo peso forma. 

Per calcolare il peso forma esistono diverse tecniche di misurazione. Ad oggi, quella più utilizzata anche a livello clinico, considerata quindi molto affidabile e precisa, è l’Indice di Massa Corporea (BMI).

Il valore è acquisito dividendo il peso corporeo (espresso in chilogrammi) per il quadrato dell’altezza dell’individuo (espresso in metri), ossia: BMI = peso corporeo (in kg) : altezza² (in metri).

I valori del BMI possono attestare anche in senso assoluto (e non soltanto relativo, ossia comparando il risultato presente di BMI con quello passato) quando un paziente si trova nella fascia sottopeso o gravemente sottopeso. Questo si verifica quando il paziente ha un indice di massa corporea:
  • tra 18,49 e 16,5: il paziente si trova nella fascia di magrezza;
  • al di sotto di 16,5: il paziente si trova nella fascia di grave magrezza.

Diagnosi

Per diagnosticare un dimagrimento improvviso è importante innanzitutto verificarne la reale esistenza.

Infatti, molto spesso il paziente sovrastima la situazione e ritiene di aver perso molto peso senza che i dati supportino la sua percezione. Oppure, può presentarsi la situazione opposta, cioè che il paziente non si accorga di un calo ponderale anche molto importante.

La diagnosi quindi deve considerare i diversi aspetti della vita del paziente, indagando su evidenti sintomi patologici di calo ponderale, come:

Ma bisogna prestare attenzione anche a fattori sociali, come:
  • consumo di alcol;
  • fumo, viaggi effettuati;
  • farmaci assunti.
Anche un'analisi dermatologica può presentare ottimi spunti di diagnosi, ecco perché il medico potrebbe cercare segni di:
Dopo una prima ma accurata analisi dei fattori generali, il medico può anche prescrivere delle analisi più specifiche per confermare la diagnosi, quali:
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