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Neutrofili alti (neutrofilia)

Neutrofili alti (neutrofilia)
Curatore scientifico
Dr. Tania Catalano
Specialità del contenuto
Ematologia

Cosa sono i neutrofili?

I neutrofili sono cellule del sangue del diametro di 9-12 micron; fanno parte dei globuli bianchi (o leucociti) granulosi.

Tra i globuli bianchi, i neutrofili sono quelli che si riscontrano con la massima frequenza nello striscio di sangue, rappresentando il 60-70% sul totale dei leucociti. Il loro riconoscimento al microscopio è facilitato dalla partiolare morfologia del nucleo, costituito da più lobi fra loro uniti da sottili ponti cromatinici (per questo motivo, venivano spesso chiamati polinucelati, impropriamente); per tali caratteristiche è, invece, più corretto chiamarli polimorfonucleari.

Talora, i nuclei dei neutrofili presentano scarse lobature: si possono anche presentare a forma di S, di C; queste forme, poco numerose nel sangue in condizioni normali, sono tra le più giovani, perchè il numero dei lobi aumenta con l'età della cellula.

Per questo, i valori percentuali dei granulociti neutrofili con 1, 2, 3, 4 lobi nucleari danno un'idea del grado di rinnovamento di queste cellule da parte del midollo osseo, dove prendono origine.

Nel nucelo dei neutrofili di individui di sesso femminile è inoltre possibile osservare una specifica appendice nucleare del diametro di circa 1,5 micron, a bacchetta di tamburo, corrisponde alla cromatina sessuale di uno dei 2 cromosomi X.

Nel citoplasma dei neutrofili, si riconoscono fini granulazioni, ai limiti di risoluzione del microscopio ottico, che si colorano con coloranti neutri (per tale motivo sono detti neutrofili): la dimostrazione istochimica del loro contenuto (enzimi idrolitici) fa ritenere che siano lisosomi. Intervengono infatti in tutti i processi di fagocitosi, di materiali estranei all'organismo, soprattutto batteri, specie dopo che sono stati inattivati da anticorpi plasmatici.

I neutrofili accorono infatti in grande numero nel tessuto connettivo di quelle sedi dove siano in corso processi infiammatori, fuoriuscendo dai vasi sanguigni attraverso la parete endoteliale dei vasi della microcircolazione mediante un processo di diapedesi, potendosi anche infiltrare negli epiteli, fra le cellule epiteliali stesse.

Quando si parla di neutrofili alti?

Il numero di neutrofili circolanti varia considerevolmente nella popolazione e si attesta intorno alle 4000 cellule per mm cubo di sangue. Si parla di neutrofilia quando il numero di neutrofili supera le 8000-9000 unità per mm cubo.

La neutrofilia indica un aumento del numero di granulociti neutrofili nel sangue periferico, i cui valori possono giungere fino a 25.000 o 30.000 o anche più, per mmc. 

È un fenomeno che si osserva soprattutto nelle malattie infettive acute batteriche, eccetto nella brucellosi e nel tifo, soprattutto quando l'infezione è localizzata (ad esempio, in caso di ascessi, flemmoni, empiemi, appendicite acuta).

La sua entità varia tuttavia in rapporto alla causa in gioco e anche alle condizioni dell'organismo: essa è meno spiccata negli individui debilitati. Oltre che nelle infezioni batteriche, si può avere da rickettsie e da protozoi. 

In genere, in tutte le infezioni, la neutrofilia si ha soprattutto durante la fase acuta della malattia, mentre si riduce durante la guarigione o anche se la malattia diventa cronica.

Vi sono poi numerose condizioni di natura non infettiva in cui si può avere neutrofilia:

Valori normali di neutrofili: quali sono?

Il conteggio assoluto dei neutrofili non viene misurato direttamente. Deriva dalla moltiplicazione del conteggio dei globuli bianchi per la percentuale dei neutrofili. La percentuale di neutrofili consiste nei neutrofili segmentati (completamente maturi) più le bande (neutrofili quasi maturi). L'intervallo normale per il conteggio assoluto dei neutrofili va da 1,5 a 8,0 (da 1500 a 8000/mm3).

I neutrofili sono componenti chiave nel sistema di difesa contro le infezioni. L'assenza o la scarsità di neutrofili rende una persona vulnerabile alle infezioni. Dopo la chemioterapia, le radiazioni o un trapianto di sangue o midollo, il conteggio assoluto dei neutrofili è solitamente depresso e poi lentamente si alza, riflettendo il fatto che il midollo osseo si sta riprendendo e le nuove cellule del sangue iniziano a crescere e a maturare.

In termini clinici pratici, un conteggio dei neutrofili normale è 1.5 o superiore; uno "sicuro" è 500-1500; uno basso è inferiore a 500. Un conteggio sicuro significa che le attività del paziente non devono essere limitate.

Quali sono le cause dei neutrofili alti?

La condizione di neutrofili alti si riscontra in una grande varietà di situazioni:

  • Stimoli fisiologici, quali parto, periodo mestruale, stress.
  • Infezioni, per lo più batteriche.
  • Flogosi.
  • Neoplasie.
  • Emopatie.

Quali sono i sintomi correlati ai neutrofili alti?

Generalmente, i neutrofili alti non presentano alcun sintomo se non sono supportati da una malattia di fondo.

Neutrofili alti: come diagnosticarli?

Per stabilire la presenza di neutrofilia, è sufficiente un emocromo citometrico con formula leucocitaria. Tale esame fornisce il numero totale di leucociti e le percentuali con cui sono presenti nel sangue. Per una maggiore precisione, è possibile effettuare una conta assoluta dei neutrofili.

Neutrofili e globuli bianchi: qual è la relazione?

La misurazione dei globuli bianchi viene usata per valutare come funziona il sistema immunitario. I globuli bianchi sono principalmente utilizzati per determinare un'infezione attiva o cronica, oltre al tipo di infezione. Possono anche indicare una risposta allergica o uno stato infiammatorio nel corpo. 

Quando i globuli bianchi risultano diminuiti, in genere indicano un sistema immunitario debole, di solito, a causa di un'infezione cronica. Questo può anche essere dovuto a carenze nutrizionali, che possono aver portato prima ad un'infezione. Molte sostanze nutritive sono importanti per una corretta funzione immunitaria. Si può sostenere che ogni nutriente è necessario perchè un sistema immunitario funzioni correttamente. 

Quando i globuli bianchi risultano aumentati, in genere indicano un sistema immunitario in alta allerta, che sta attivamente combattendo un'infezione acuta. L'infezione può essere di qualsiasi natura, ad esempio: 

  • Batterica.
  • Virale.
  • Protozoaria e/o fungina. 

Se i linfociti sono alti, i neutrofili sono generalmente bassi, perché il sistema immunitario produce preferibilmente più cellule necessarie per combattere l'infezione. Lo stesso vale per un'infezione batterica; tipicamente, i neutrofili saranno alti e i linfociti saranno bassi.

La granulocitosi si verifica quando ci sono troppi granulociti nel sangue. È una condizione strettamente correlata alla leucemia mieloide cronica e ad altri disturbi del midollo osseo.

I granulociti sono globuli bianchi con piccoli granuli o particelle. Questi granuli contengono numerose proteine ​​che sono responsabili nell'aiutare il sistema immunitario a combattere virus e batteri. Neutrofili, eosinofili e basofili sono 3 tipi di granulociti.

I granulociti si formano e maturano nel midollo osseo. Il midollo osseo è il tessuto spugnoso che si trova all'interno di molte ossa, contiene cellule staminali, che alla fine si sviluppano in diversi tipi di cellule del sangue, compresi i granulociti. Quando i granulociti lasciano il midollo osseo, circolano attraverso il flusso sanguigno e rispondono ai segnali provenienti dal sistema immunitario. Il loro ruolo è quello di attaccare sostanze estranee che causano infiammazioni o infezioni.

Un aumento del numero di granulociti si verifica in risposta a infezioni, malattie autoimmuni e tumori delle cellule del sangue. Una conta dei globuli bianchi anormalmente alta solitamente indica un'infezione o una malattia. La granulocitosi è una condizione caratterizzata da un alto numero di globuli bianchi.

Neutrofili alti: cosa fare?

Se si tratta di neutrofilia da trasporto, cioè aumento di tali cellule dovuto a passaggio considerevole di neutrofili dalla colonia marginale, non occorre nessun trattamento. Nel caso di neutrofilia vera, è necessario curare la malattia di base.

Al momento di decidere il trattamento, il medico considererà la causa e la gravità della neutropenia. I casi lievi potrebbero non richiedere alcun trattamento.

Gli approcci per il trattamento della neutropenia includono:

  • Antibiotici per infezioni batteriche, se la causa sottostante è un'infezione.
  • Un trattamento chiamato fattore stimolante le colonie di granulociti. Questo stimola il midollo osseo a produrre più globuli bianchi. È usato per diversi tipi di neutropenia, compresi i tipi congeniti. Il trattamento potrebbe rivelarsi salvavita in questi casi.
  • Cambiare i farmaci, se possibile, in caso di neutropenia indotta da farmaci.
  • Trasfusione di granulociti (globuli bianchi)

I trapianti di cellule staminali possono essere utili nel trattamento di alcuni tipi di neutropenia grave, compresi quelli causati da problemi al midollo osseo.

Neutrofili bassi: cosa significa?

La neutropenia è la diminuzione del numero di granulociti neutrofili nel sangue periferico. Normalmente presenti in numero di 7-8 mila per mmc, il loro valore può diminuire fino a 1000-1500 per mmc, in conseguenza di varie cause:

  • Agenti fisici (ad esempio, raggi X).
  • Sostanze chimiche.
  • Farmaci (benzene, farmaci antitumorali, colchicina. Molti farmaci producono neutropenia solo in alcuni soggetti predisposti, tali ad esempio i sali d'oro, fenotiazine, sulfonamidi, antistaminici, tranquillanti).

La neutropenia si ha poi nel corso di numerose malattie:

  • Malattie infettive batteriche (epatite, influenza, psittacosi).
  • Malattie del sangue (leucemie, anemie aplastiche).
  • Difetti nutrizionali e carenze vitaminiche.

Vi sono poi nelle forme di neutropenia a carattere familiare, che vengono ereditate come un carattere recessivo, e forme idiopatiche di cui non si conosce la causa.

Di per sè, la neutropenia non provoca alcun sintomo, ma predispone l'organismo a gravi e ripetute infezioni batteriche che possono manifestarsi in forma di gravi setticemie e portare a morte. Queste complicazioni infettive compaiono in genere quando il numero dei granulociti neutrofili scende al di sotto di 1000 per mmc.

Neutrofili alti in gravidanza: è normale?

Durante la gravidanza, il valore dei neutrofili dovrebbe aggirarsi sui seguenti intervalli:

  • 1° trimestre: da 3,6 a 10,1X103/mm 3X103/μl o da 3,6 a 10,1X109/L.
  • 2° trimestre: da 3.8 a 12.3X103/mm 3X103 μl o da 3.8 a 12.3X109/L.
  • 3° trimestre: da 3,9 a 13,1X103/mm 3X103/μl o da 3,9 a 13,1X109/L.

In questo particolare momento della donna, i volumi del sangue subiscono delle variazioni:

  • Un aumento del volume totale del sangue, il volume del plasma e il volume dei globuli rossi. Il volume totale del sangue aumenta di circa il 30-40% nelle 34 settimane di gravidanza.
  • Un aumento relativo del plasma rispetto ai globuli rossi, aumento del 45% nel plasma rispetto al 18% dell'aumento dei globuli rossi. Questo squilibrio causa un'emodiluizione nella conta dei globuli bianchi.
  • Un aumento dei globuli bianchi da circa 7 x 10 ^ 9 a 15 x 10 ^ 9 al litro dovuto esclusivamente ad una neutrofilia.
  • Un aumento del numero di piastrine da 180 x 10 ^ 9 a oltre 300 x 10 ^ 9.
  • Il tasso di sedimentazione dell'eritrocito aumenta durante la gravidanza a causa di un aumento dei livelli di fibrinogeno e globulina; c'è tuttavia una diminuzione della quantità di albumina.
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