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Rame

Rame
Curatore scientifico
Dr. Tania Catalano
Specialità del contenuto
Nutrizione

Cos'è il rame?

Il rame, che nella tavola periodica ha simbolo chimico Cu, è un metallo rossastro, di consistenza duttile e malleabile. Ha una bassa reattività chimica, è un conduttore di calore ed elettricità e resiste alla corrosione. Tale elemento è anche presente all'interno degli organismi viventi, come molti altri elementi chimici.

Con l’umidità, sviluppa una patina verdastra; ne è un esempio la Statua della Libertà, che è fatta completamente di rame e, con il passare del tempo, ha assunto il colore verde che tutti conosciamo.

Questo minerale è presente naturalmente nell’ambiente. Viene impiegato nell’industria e in agricoltura. Mentre il rame puro è molto morbido, le sue leghe (come ottone e bronzo) sono dure e resistenti.

Quali sono le sue proprietà?

Il rame è presente in tutti i tessuti organici e svolge moltissime funzioni biologiche, infatti:

  • È in grado di attenuare i crampi e dolori articolari
  • Aumenta le difese immunitarie
  • È in grado di contrastare infezioni virali e batteriche
  • È utile in caso di anemia, arteriosclerosi e malattie cardiopatiche
  • Favorisce la crescita e la respirazione cellulare
  • Facilita l’assimilazione del ferro da parte dell’intestino
  • Funge da catalizzatore enzimatico per la sintesi dell’emoglobina, delle ossa, degli enzimi che proteggono dall’aggressione dei radicali liberi
  • Attiva il metabolismo
  • Aumenta la produzione di elastina e la formazione del collagene, svolgendo in tal modo un’azione preventiva nei confronti delle rughe e mantenendo la pelle sana
  • Sostiene lo sviluppo degli organi sessuali femminili 
  • Attenua i dolori mestruali e i sintomi della menopausa

Cosa determina una sua carenza?

La carenza di rame provoca disturbi quali:

  • Anemia
  • Degenerazione del sistema nervoso
  • Lesioni cardiovascolari
  • Problemi ossei
  • Difetti nella pigmentazione di pelle e capelli

Cosa determina un suo eccesso?

L’eccesso di rame può causare intossicazioni e danneggiare la fisiologica flora batterica intestinale, oltre a irritare le mucose dell'esofago, della faringe e dello stomaco.

Qual è il fabbisogno giornaliero?

Il fabbisogno quotidiano di rame varia tra 1,0 e gli 1,5 mg. In particolare:

  • 1,2 mg per gli adulti
  • 1,0 mg per le donne incinte
  • 1,5 mg per le donne in allattamento

In quali alimenti si trova?

Tra gli alimenti ricchi di rame sono inclusi:

  • Salmone
  • Molluschi
  • Orzo
  • Avena
  • Lenticchie
  • Cacao
  • Germe di grano
  • Arachidi
  • Noci
  • Nocciole
  • Uvetta
  • Avocado

Qual è il ruolo del rame nell'Alzheimer?

C’è un nesso tra Alzheimer e rame assunto con l’alimentazione, è quanto dimostrato da un gruppo di ricercatori che hanno mostrato l’esistenza di un legame diretto tra alterazione nel metabolismo di questo elemento e lo sviluppo della malattia di Alzheimer

I ricercatori, riunitisi in occasione del Congresso internazionale “Approccio non convenzionale alla malattia di Alzheimer: dalla ricerca alla cura” promosso dall’Istituto di Neurologia del Policlinico Agostino Gemelli di Roma e dall’Ospedale Fatebenefratelli, hanno evidenziato come nei soggetti con livelli elevati di rame “libero” (non legato a ceruplasmina) risulti triplicato il rischio di sviluppare malattia di Alzheimer.

Infatti il rame non-ceruloplasminico è tossico: si forma da un alterato metabolismo di questo elemento e per l’organismo che non riesce ad eliminarlo è un fattore di rischio serio per il morbo di Alzheimer

Quindi è possibile intervenire nei confronti elevati livelli di rame libero con una dieta specifica. Sull’argomento, linee guida anti-Alzheimer sono state pubblicate su Neurobiology of Aging (2014) dalla Physicians Committee for Responsible Medicine (Washington).

Rame e malattia di Wilson

L’assorbimento del rame assunto con la dieta si verifica a livello intestinale dove si lega all'albumina e arriva al fegato. Esso, a un certo punto, si stacca dall’albumina e si lega alla ceruloplasmina per essere eliminato. 

A favorire il legame tra quest'elemento e ceruloplasmina è il gene ATP7B. Nei soggetti affetti da malattia di Wilson il gene ATP7B non è funzionante e quindi il legame tra rame e ceruloplasmina non avviene. Esso rimane legato all'albumina, non viene escreto e si accumula all’interno delle cellule epatiche.Il suo eccesso raggiunge il sangue e i diversi tessuti tra cui cervello, reni e cornea.

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