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Spotting

Spotting
Curatore scientifico
Dr. Gianfranco Blaas
Specialità del contenuto
Ginecologia

Che cosa si intende per spotting o spotting intermestruale

Il termine spotting è usato nel linguaggio medico per indicare perdite anomale di sangue uterino scuro, che si possono in genere verificare nell'intervallo tra una mestruazione e l'altra (si parla quindi anche ci spotting intermestruale).

Non a caso, l'etimologia di spotting è connessa alla locuzione inglese to spot, che si può tradurre letteralmente come “macchiare”. Il fenomeno dello spotting potrebbe essere un campanello di allarme che segnala la presenza di patologie importanti in una donna.

Quando le donne manifestano spotting intermestruale

Non sempre lo spotting segnala la presenza di patologie. Tuttavia è bene non sottovalutare la presenza di piccole perdite uterine di sangue tra una mestruazione e l'altra. Generalmente lo spotting si manifesta nelle donne in età fertile, nei giorni immediatamente precedenti la mestruazione, oppure nel corso dell'ovulazione.

Si calcola inoltre, che circa il 10% delle donne che fanno uso della pillola anticoncezionale manifestino episodi di spotting. In particolare, le perdite intermestruali di sangue si possono verificare nei primi 2 o 3 mesi di assunzione del progestinico, periodo in cui il corpo si deve adattare al contraccettivo.

Le cause di un sanguinamento vaginale anomalo dipendono dalle seguenti situazioni:

  • l'ovulazione può comportare un sanguinamento a metà del ciclo mestruale;
  • gli squilibri ormonali possono interferire con la normale ovulazione (sindrome dell'ovaio policistico);
  • effetti della pillola anticoncezionale o di altri farmaci;
  • infezioni degli organi pelvici (vagina, cervice, utero, tube, ovaie);
  • malattie sessualmente trasmissibili;
  • disturbi che comportano un’infiammazione alla zona pelvica;
  • fibromi uterini;
  • cancro della cervice, dell'utero, delle ovaie o della vagina;
  • malattie come ipertiroidismo e diabete;
  • estremo stress emotivo.
In una donna senza periodi mestruali per dodici mesi (amenorrea), un sanguinamento vaginale è sempre anomalo.

Spotting e pillola

Chi fa uso della pillola contraccettiva, della spirale, del cerotto o dell'anello vaginale, talvolta lamenta episodi di spotting intermestruale, specie nei primi mesi di assunzione.

Nelle prime fasi della terapia contraccettiva è considerata normale la presenza di perdite di sangue intermestruale; questo perché il corpo della donna deve abituarsi a modulare estrogeni e progestinici. Se però le perdite si prolungano per diversi mesi, è sempre bene rivolgersi al medico di fiducia, per valutare se il dosaggio ormonale è inadatto all'organismo della donna.

Lo spotting intermestruale infatti in genere è causato da un dosaggio estro-progestinico troppo basso, che viene interpretato dall'organismo come il momento per mestruare (in questo casi lo spotting può risultare molto abbondante ed essere quasi confuso con una mestruazione).

Anche un'assunzione non regolare della pillola contraccettiva può talvolta essere una causa di spotting intermestruale (alcune donne, infatti, si dimenticano di assumere una pillola, se non addirittura più di una).

Infine, lo spotting può essere causato anche da un inserimento non corretto della spirale (spirale al rame).

Spotting in gravidanza

Un sanguinamento vaginale anomalo in gravidanza deve essere tenuto sotto controllo medico nel periodo della gravidanza, perché può essere un campanello d’allarme per lo stato di salute della madre e del feto.

Un sanguinamento vaginale che si verifica prima delle 12 settimane può significare un problema serio, che può portare ad una gravidanza extrauterina o a un aborto spontaneo. Anche episodi di spotting che si verificano dopo le 12 settimane possono portare ad emergenze ostetriche come la placenta previa.

Un sanguinamento abbondante durante le prime settimane postparto o dopo un aborto, può verificarsi perché l'utero non ha totalmente ripreso la dimensione che aveva prima della gravidanza o perché parte del tessuto placentare è rimasta nell’utero. Invece, dopo i 40 anni fenomeni di spotting possono significare che si sta entrando in perimenopausa.

Spotting e ovulazione

Lo spotting può talvolta coincidere con l'ovulazione; in questi casi la perdita di sangue uterino può essere indice di una problematica a livello dell'endometrio.

La mucosa che avvolge la cavità uterina (l'endometrio) ricresce dopo la mestruazione e poi si sfalda per effetto degli ormoni estrogeni (crescita endometrio nella prima fase del ciclo) e progesterone (ammorbidimento e vascolarizzazione dell’endometrio nella seconda fase per ricevere l’uovo eventualmente fecondato).

Quando vi è uno squilibrio tra i due ormoni, con un eccesso relativo di estrogeni, si ha lo spotting. Quando poi la coincidenza tra spotting e ovulazione è ricorrente, la donna potrebbe essere affetta da cisti ovariche. In questo casi occorre rivolgersi al ginecologo per individuare la soluzione del problema.

Diagnosi dello spotting

Nonostante nella maggior parte dei casi si tratti di un fenomeno innocuo, lo spotting intermestruale non va mai sottovalutato. È dunque sempre fondamentale rivolgersi al ginecologo di fiducia.

Dopo una visita ginecologica accurata, se il medico lo ritiene necessario, alla paziente verranno prescritti esami specifici, come:

Trattamento per lo spotting

Il miglior rimedio per lo spotting o sanguinamento vaginale anomalo dipende dalla causa del sanguinamento. In alcuni casi può essere corretto aspettare per capire se l'emorragia si arresta da sola.

Se invece il sanguinamento aumenta o comunque non si ferma e causa debolezza, vertigini e forti dolori addominali, è meglio consultare un medico. Se si utilizzano tamponi o assorbenti, assicurarsi di cambiarli spesso.

Prevenire lo spotting

Per prima cosa occorre adottare un'alimentazione sana ed equilibrata, priva di eccessi e ricca di ferro e acidi grassi essenziali. Non dovrebbero inoltre mancare giuste dosi di magnesio, utile per contrastare la sindrome premestruale. Anche il fumo dovrebbe essere eliminato dalla donne soggette a spotting (smettere di fumare).

Per prevenire lo spotting è inoltre buona norma riposare regolarmente e mantenere il giusto peso (peso forma), valutato in base all'età. Un aiuto ulteriore nella prevenzione della perdite ematiche intermestruali può arrivare dallo sport o da una regolare attività fisica (anche solamente delle semplici camminate).

Ovviamente queste sane abitudini non possono bastare a combattere lo spotting in presenza di patologie specifiche che possono colpire la donna, quali forme cancerose, polipi ecc. In questo casi, l'unico modo per combattere lo spotting intermestruale è individuare e curare le malattie che lo hanno provocato.

Spotting e ginecologo

Ecco alcune domande che fa il ginecologo in caso di spotting:

  • i cicli mestruali sono regolari?
  • sei sessualmente attiva?
  • utilizzi metodi contraccettivi?
  • sei incinta?
  • sei particolarmente stressata in questo periodo?
  • hai recentemente modificato la tua dieta alimentare?
  • hai perso/guadagnato peso in maniera consistente nell’ultimo periodo?
  • stai assumendo qualche medicinale senza prescrizione medica?
  • soffri di altri sintomi fisici?

Perché le perdite dello spotting sono scure

Le perdite ematiche della mestruazioni sono di un colore rosso brillante e generalmente risultano abbondanti. Lo spotting intermestuale è, invece, una perdita anomala, nel corso della quale il flusso è modesto.

In questi casi, le perdite assumono un colore più scuro a causa dell'ossidazione del'emoglobina che è la componente base del sangue e che quando si trasforma in ossiemoglobina, diventa nera.
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