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Fibroma uterino

Fibroma uterino
Curatore scientifico
Dr. Adler Lalanne
Specialità del contenuto
Ginecologia

Che cosa sono i fibromi?

I fibromi sono tumori benigni che si sviluppano nell’ambito della parete uterina, o nei pressi della superficie interna (mucosa) dell’utero stesso o a carico della superficie esterna. Tali neoplasie benigne sono formate da muscoli e tessuti fibrosi in proporzione diversa e possono avere varie dimensioni.

Se prevale in esse la componente fibrosa sono detti fibromi, se prevale la componente muscolare, sono detti fibromiomi o miomi (più morbidi alla palpazione).

I fibromi si sviluppano generalmente durante l’età fertile della donna (dai 16 anni circa ai 50). Questa malattia è in qualche modo connessa alla produzione di estrogeno, l’ormone riproduttivo femminile, in quanto tendono a crescere quando vi è eccesso di estrogeni (come durante la gravidanza) e a ridursi (anche perché diminuisce l’afflusso di sangue), in menopausa.

La degenerazione di un fibromioma in tumore maligno (sarcoma) è rarissima e avviene per lo più in tarda età.

Quali tipologie di fibromi esistono?

I fibromi possono formarsi in qualsiasi parte dell’utero. Secondo la localizzazione distinguiamo cinque tipi principali di fibroma :

  • Fibromi intramurali: si sviluppano nello spessore della parete uterina e sono il più comune tipo di fibroma nelle donne; sono per lo più asintomatici.
  • Fibromi sottosierosi: crescono all’esterno dell’utero, nella zona pelvica, e possono diventare molto grandi; a volte, anche se non molto grossi, possono dare fastidi per la loro posizione alla vescica o al retto e alla colonna lombosacrale.
  • Fibromi sottomucosi: si formano nel muscolo, improntando la parete uterina interna. Facilmente possono dare mestruazioni molto abbondanti (meno metrorragie).
  • Fibromi peduncolati: crescono all’esterno dell’utero e si attaccano a esso attraverso dei peduncoli sottili; di solito non raggiungono grandi dimensioni; possono dare un quadro di dolori acuti per una torsione del fibroma sul suo peduncolo, il che può portare a necrosi (autodistruzione per mancanza di afflusso di sangue) del fibroma stesso. 
  • Fibromi cervicale: si sviluppano nella parete della cervice (il collo dell’utero). Sono rari. Possono dare emorragie notevoli. Per quanto riguarda i fibromi sottomucosi o cervicali, si può avere l'espulsione del fibroma attraverso la bocca dell’utero; ciò determina perdite ematiche abbondanti con dolori (come fosse un parto” in miniatura”).

Quali sono i sintomi dei fibromi?

Molte donne non sanno di avere un fibroma perché non hanno sintomi. Gli eventuali sintomi possono essere:

  • Mestruazioni abbondanti o dolorose: i fibromi non interrompono il normale ciclo mestruale (le mestruazioni) ma possono causare un sanguinamento abbondante o doloroso. Il sanguinamento abbondante può a volte causare l’anemia (una riduzione della emoglobina, dei globuli rossi e delle riserve di ferro).
  • Dolore addominale: soprattutto se si è affetti da fibromi sottosierosi, specialmente se ce n’è uno di grosse dimensioni, si potrebbe percepire fastidio e rigonfiamento (gonfiore) nello stomaco. È possibile avvertire dolore anche a schiena e gambe.
  • Necessità di urinare frequentemente e stitichezza: se i fibromi sottosierosi fanno pressione sulla vescica, si potrebbe avere la necessità di urinare frequentemente. I fibromi posso anche far pressione sul retto e ciò può causare fenomeni di stipsi.
  • Dolore o fastidio durante i rapporti sessuali: se ci sono fibromi che crescono nella zona vaginale o della cervice (del collo dell’utero), si potrebbe accusare dolore o fastidio durante il rapporto sessuale (dispareunia).
  • Anemia.
  • Diminuzione della fertilità: se un fibroma è localizzato a livello dell’angolo di congiunzione tra utero e tube, può causare blocco al passaggio di spermatozoi che vanno a fecondare l’uovo (sterilità); se il fibromioma è sottomucoso, può alterare l’impianto dell’uovo fecondato (infertilità).
  • Problemi nel caso di gravidanze in corso (momento in cui i miomi tendono comunque a crescere): possono portare a parti prematuri o ad alterazioni della inserzione placentare (placenta praevia).

Chi è colpito dai fibromi?

I fibromi sono piuttosto comuni, minimo una donna su quattro li sviluppa nell’arco della vita. I fibromi sono più frequenti in donne dai 30 ai 50 anni di età.

Quali sono le cause dell’utero fibromatoso?

La causa esatta dei fibromi è sconosciuta. Tuttavia, i fibromi sono collegati a un ormone femminile, l'estrogeno. L’estrogeno è l’ormone riproduttivo femminile prodotto dalle ovaie (gli organi riproduttivi femminili). I fibromi tendono a incrementare la loro dimensione quando i livelli di estrogeno sono nella loro massima produzione, ciò accade per esempio durante la gravidanza. Al contrario, i fibromi si restringono quando i livelli di estrogeno sono bassi, come dopo la menopausa (quando, intorno ai 50 anni di età, le mestruazioni mensili della donna scompaiono).

Utero fibromatoso: diagnosi

Una visita specialistica da un ginecologo è la via migliore per una diagnosi di utero fibromatoso. 

Qual è la cura per i fibromi?

In molti casi, i fibromi non danno sintomi e, quindi, non c’è bisogno di una cura. Con il passare del tempo possono rimpicciolirsi spesso senza alcun trattamento. Tuttavia, a volte i fibromi possono far sorgere dei sintomi, come il dolore o un forte sanguinamento.

L’utero fibromatoso può essere trattato con due approcci terapeutici:

  • Farmacologico. Il medico può prescrivere dei farmaci a base di progestinici, che hanno il compito soprattutto di regolare il flusso mestruale. Sono usati anche farmaci che simulano la menopausa (analoghi del GnRH), che però hanno parecchi effetti collaterali. Lo scopo di ridurre il flusso mestruale può essere ottenuto anche con inserzione di “spirale” (IUD) medicata al progesterone, che ha azione, di solito per circa cinque anni.
  • Chirurgico. Si fa ricorso a queste tecniche quando i farmaci si sono dimostrati inefficaci. Consistono nell’asportazione dell’utero che può essere totale (isterectomia) o selettiva (miomectomia).
  • Radiologico-interventistico: si tratta di evidenziare con un catetere arterioso le arterie uterine e iniettarvi una sostanza trombizzante, per cui non arriva più sangue alla zona interessata; si chiama EMBOLIZZAZIONE SELETTIVA ed è una tecnica abbastanza laboriosa, che deve essere affidata a radiologi esperti e, quindi, poco praticata.

Quali sono le conseguenze dell'utero fibromatoso?

La principale conseguenza che può derivare dal presentarsi di questa patologia è l’endometriosi, ma anche l'anemizzazione secondaria, la sintomatologia dolorosa e la sterilità/infertilità.

Utero fibromatoso e gravidanza

Le donne che soffrono di utero fibromatoso, in gravidanza, sono soggette a varie problematiche ed il rischio di aborto e parti pretermine sono elevati.

In caso di gravidanze giunte a termine la scarsa elasticità ostacola, alle volte anche in modo grave, la fuoriuscita del feto.

Utero fibromatoso in menopausa

Le donne che hanno superato i 40 anni e che si avvicinano alla menopausa sono quelle in cui è più frequente il presentarsi dell’utero fibromatoso, anche in relazione a quante gravidanze hanno avuto.

Importante, anche in assenza di sintomatologia evidente, un controllo periodico per prevenire complicazioni.

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