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Anisocitosi

Anisocitosi
Curatore scientifico
Dr. Massimo Zuccaccia
Specialità del contenuto
Ematologia

Che cos'è l'anisocitosi

L’anisocitosi è una condizione medica caratterizzata dalle dimensioni abnormi e variabili dei globuli rossi nel sangue.

Si tratta di una condizione clinica piuttosto varia, che può essere ricollegata a diverse situazioni più o meno fisiologiche o patologiche, e contraddistinta dalla presenza nel sangue di globuli rossi di diverse dimensioni, che in condizioni di salute dovrebbero invece essere della medesima grandezza.

Le funzioni vitali dei globuli rossi sono quelle di trasportare l’ossigeno e le sostanze nutrienti ai diversi tessuti del corpo. In generale, le dimensioni dei globuli rossi sono uguali tra loro, ma quando si verifica l’anisocitosi, i globuli rossi di diversa dimensione causano una diminuzione dell’attività del trasporto di ossigeno e delle sostanze nutritive. Questo influisce sull’intero sistema fisiologico.

Bisogna dunque fare attenzione ai sintomi dell'anisocitosi e se si verificano in maniera ciclica e anomala. Tuttavia l’anisocitosi è essa stessa un sintomo, correlato a diversi disturbi (come per esempio l'anemia o la talassemia), per cui i sintomi riscontrabili nel paziente cambiano in maniera rilevante a seconda del disturbo che ha provocato l’anisocitosi.

Cos'è l'anisocitosi eritrocitaria

Il parametro che indica la variabilità della dimensione dei globuli rossi o eritrociti è l'RDW. Quando l'rdw risulta alto nelle analisi del sangue, si parla di anisocitosi, ovvero di aumento della variazione delle dimensioni dei globuli rossi.

In caso di eritrociti alti, è necessario sottoporsi a degli esami più approfonditi per capire esattamente la natura del disturbo. 

Sintomi dell’anisocitosi

Come si è detto, l’anisocitosi influisce sull’intero sistema fisiologico, perché i globuli rossi di diversa dimensione causano una diminuzione del trasporto di ossigeno e delle sostanze nutritive; i piùcomuni sintomi di anisocitosi includono:
  • stanchezza e fatica, anche a seguito di un’attività fisica non impegnativa;
  • tachicardia,  cioè l’aumento della frequenza cardiaca;
  • pallore della pelle, delle unghie e del bulbo oculare;
  • mani e piedi freddi;
  • dispnea, mancanza di respiro e difficoltà nel respirare;
  • mal di testa;
  • tempreratura corporea troppo bassa;
  • vertigini;
  • ipossia, ovvero apporto di ossigeno insufficiente in una determinata zona del corpo.

Cause dell'anisocitosi

La causa di anisocitosi è spesso determinata dall'anemia, ossia quando la concentrazione di emoglobina nel sangue è al di sotto dei normali valori, ma può essere causata anche da altre condizioni.

L’anisocitosi può anche essere dovuta a
  •  Presenza di globuli rossi più piccoli del normale − Nota anche come microcitosi, tale fenomeno è presente in soggetti carenti di ferro o affetti da anemia falciforme
  •  Presenza di globuli rossi più grandi del normale − Avere globuli rossi con volume superiore alla media è una condizione nota come macrocitosi; essa può dipendere da carenza di vitamina b12, anemia megaloblastica, epatopatie croniche, chemioterapia, disturbi della tiroide, malattie cardiovascolari e cancro.

Cause di anisocitosi alta

L’eritropoiesi, ovvero lo sviluppo dei globuli rossi, ha origine nel midollo osseo. Il rene secerne l'ormone eritropoietina, che stimola il midollo osseo nella produzione dei globuli rossi e dei fattori come la vitamina B12, l’acido folico e il ferro che promuovono la crescita dei globuli rossi.

L'anisocitosi è la presenza contemporanea, nel sangue, di eritrociti di piccole e grandi dimensioni. Solo l'aumento della anisocitosi eritrocitaria o anisocitosi alta è ritenuta importante ai fini diagnostici. L'aumento di questo parametro è indice di anemie o emoglobinopatie.

Le cause di anisocitosi alta possono essere le seguenti:

  • Carenza di acido folico− L'acido folico è essenziale per la sintesi del DNA, che ha un ruolo fondamentale nella crescita delle cellule e nella divisione cellulare. La carenza di acido folico porta ad avere un DNA anormale e di conseguenza i globuli rossi differiscono in termini di dimensioni.
  • Carenza di vitamina B12 − La funzione della vitamina B12 è simile a quella dell’acido folico. La vitamina B12 che viene secreta dalle ghiandole gastriche aiuta ad assorbire le sostanze nutrienti con l'aiuto di fattori intrinseci. La carenza di vitamina B12 porta degli squilibri nella crescita dei globuli rossi e un cattivo assorbimento delle sostanze nutritive essenziali come l’acido folico e il ferro.
  • Anemia perniciosa − In questa condizione, l'anomalia di base è nella mucosa gastrica che non riesce a produrre normali secrezioni e fattori intrinseci. In assenza di questi ultimi, la vitamina B12 non è in grado di funzionare correttamente.
  • Malattie del fegato − Dopo l’assorbimento della vitamina B12 dal tratto gastrointestinale, essa viene prima conservata nel fegato e poi rilasciata lentamente ogni volta che il midollo osseo ne ha bisogno. In caso di malattie del fegato, la conservazione e il rilascio della vitamina B12 viene ostacolato.
  • Anemia − L’anemia può essere di diversi tipi, ma in ogni caso la quantità di globuli rossi e dell’emoglobina è sempre molto bassa. La condizione può verificarsi a causa della mancanza di ferro, della vitamina B12 o dell’acido folico.
  • Trasfusione di sangue − Nelle persone che ricevono una trasfusione di sangue spesso si verifica l’anisocitosi causata della mancata corrispondenza delle dimensioni dei globuli rossi del sangue del donatore con quella del sangue del ricevente. Questo è un fattore importante che deve essere preso in considerazione prima della trasfusione di sangue.

Diagnosi di anisocitosi

La diagnosi di anisocitosi può essere effettuata tramite un esame emocromocitometrico. In particolare, il medico valuterà i valori MCV (volume corpuscolare medio) che risultano superiori o inferiori alla norma a causa rispettivamente della presenza di macrociti e microciti. 

I macrociti sono globuli rossi di dimensioni maggiori della norma, mentre i microciti sono eritrociti di dimensioni inferiori alla norma. Sono caratteristici rispettivamente dell'anemia macrocitica e dell'anemia microcitica.

Diagnosticare l'anisocitosi è particolarmente importante in gravidanza.

Anisocitosi in gravidanza

È ormai risaputo che una donna in gravidanza deve controllare il proprio stato di salute per salvaguardare se stessa e il proprio bambino, ossia per garantirgli uno sviluppo e una crescita adeguati. 

Risulta molto frequente l'anemia  in gravidanza, cioè la carenza di ferro nell’organismo, tanto che nel mondo scientifico è ancora aperta la questione riguardo alla necessità di somministrare sistematicamente una terapia supplementare di ferro durante la gravidanza, attraverso degli integratori.

L’anisocitosi in gravidanza è causata nel maggior numero di casi proprio dall’anemia. Le donne interessate da questa patologia devono intervenire tempestivamente sulla causa e sull’origine di tale disturbo perché possono insorgere complicazioni per la gravidanza, inclusi gravi difetti nel feto, a livello del midollo spinale e del cervello.

Infatti, una donna in gravidanza, durante i 9 mesi di gestazione, necessita di una maggiore quantità di ferro. Alcuni studi hanno associato l’anemia delle neo-mamme alla depressione post partum nonché a un calo nella memoria delle gestanti.

Cura dell'anisocitosi

Il trattamento di anisocitosi in caso di anemia consiste in una dieta: normalmente è infatti sufficiente migliorare l’apporto di vitamina B6 e una dieta sana ed equilibrata è il modo migliore per prevenirla, caratterizzata da varietà e con il giusto apporto di tutti i nutrienti fondamentali per la salute umana.

In questo modo non solo ci si protegge da un gran numero di malattie ma anche, appunto, dalle anemie che sono la principale causa di anisocitosi. Il rischio di complicazioni dell’anisocitosi è direttamente proporzionale al rischio di trascurare le patologie che hanno causato tale condizione. 
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