Emorroidi

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Le emorroidi sono masse di tessuto vascolare della struttura interna del canale anale, ricche di vasi sanguigni e fibre elastiche. Le emorroidi diventano una patologia quando le vene emorroidarie, normalmente presenti nel retto, si ingrandiscono per lo sfiancamento valvolare, causando problemi.

Cosa sono le emorroidi?

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Le emorroidi sono masse di tessuto vascolare della struttura interna del canale anale, ricche di vasi sanguigni e fibre elastiche.

La dilatazione di un vano della rete venosa formata dalle vene emorroidarie è molto più frequentemente multipla che unica e può essere espressione di condizioni patologiche diverse. Infatti, può formarsi per l'esistenza di quegli stessi fattori di debolezza costituzionale della parete venosa che si ritrovano nelle varici degli arti inferiori; in altri casi, si forma per il fatto che nella rete venosa emorroidaria la pressione del sangue aumenta per un ostacolo posto al suo scarico: in tal caso, essa prende il nome di emorroide sintomatica, essendo espressione di qualche altra condizione patologica.

Ciò si verifica, infatti, ad esempio, in caso di cirrosi epatica, ove lo stato del fegato impedisce al sangue di attraversarlo, oppure quando un'altra causa qualsiasi (cisti, tumori) determina compressione sulle vene nelle quali defluiscono le vene emorroidarie; un tipo particolare di compressione si verifica in stato di gravidanza, ove si osserva il formarsi di emorroidi e di varici agli arti inferiori.

Diventano una patologia quando le vene emorroidarie, normalmente presenti nel retto, si ingrandiscono per lo sfiancamento valvolare, causando problemi. È importante ricordare che le emorroidi sono già una componente anatomica umana assolutamente normale.

La loro azione fisiologica prevede che agiscano come cuscini composti da strutture artero-venose anastomizzate e che rappresentino anche una sorta di connessione tessutale attraverso fibre elastiche e collagene.

Come vengono classificate?

Le emorroidi sono classificate, secondo il loro grado di gravità, in:

  • Emorroidi di I grado: sanguinano, senza che si verifichi il prolasso.
  • Emorroidi di II grado: emorroidi con prolasso che si ritraggono da sole (con o senza sanguinamento).
  • Emorroidi di III grado: emorroidi con prolasso, che non si ritraggono da sole.
  • Emorroidi di IV grado: emorroidi con prolasso che non possono essere spinte indietro. 

Un'ulteriore classificazione le suddivide in:

  • Emorroidi esterne: la causa più comune delle emorroidi esterne è la tensione ripetuta durante un movimento intestinale. Si trovano solitamente sotto la pelle che circonda l'ano, nell'ultimo tratto del retto, visibili come pacchetti bluastri dilatando l'orificio anale. Alcuni dei sintomi che potrebbero rivelare la presenza di emorroidi esterne sono prurito intorno all'ano o all'area rettale; dolore intorno all'ano; grumi vicino o intorno all'ano; sangue nelle feci.
  • Emorroidi interne: sono situate nella parte alta del retto, visibili soltanto mediante la rettoscopia (introduzione nel retto di un apparecchio detto rettoscopio, costituito da un tubo portante un sistema di illuminazione a lenti). Le emorroidi interne si formano quando i vasi sanguigni all'interno del retto si gonfiano. Tutti hanno le emorroidi interne, ma si notano solo quando diventano un problema. Le emorroidi interne possono peggiorare nel tempo, ma poiché ci sono pochissimi nervi che avvertono il dolore nell'area rettale inferiore, è improbabile che si provi dolore. Infatti, i sintomi più comuni delle emorroidi interne lievi sono i sanguinamenti. 
  • Emorroidi trombizzate: le emorroidi trombizzate sono in genere emorroidi esterne che non hanno flusso sanguigno a causa di un coagulo di sangue nella vena. Non sono considerate pericolose, tuttavia possono essere piuttosto dolorose. Nella maggior parte dei casi, il coagulo di sangue viene alla fine riassorbito dal corpo e i sintomi si risolvono da soli. Le emorroidi trombizzate sono classificate come emorroidi di IV grado. I farmaci per emorroidi topici non provocano in genere sollievo dal dolore di un'emorroide trombizzata poiché il dolore è il risultato della pressione e del gonfiore all'interno del tessuto. Il dolore sarà peggiore per le prime 24-48 ore. Dopo, il coagulo di sangue verrà lentamente riassorbito e il dolore si ridurrà. La maggior parte delle emorroidi trombizzate si risolve da sola, sebbene possano essere necessarie da 2 a 3 settimane per essere completamente eliminate. 

Quali sono le cause che le provocano?

Non si conoscono bene le cause dell'ingrandimento delle emorroidi. Diversi possono essere i fattori scatenanti, come:

  • Inadeguato apporto di fibre.
  • Gravidanza.
  • Tumori del bacino.
  • Età avanzata.

In alcuni casi, si ritiene che ci sia una spiegazione genetica come fattore scatenante. Anche l'obesità, la posizione seduda prolungata troppo nel tempo e una disfunzione del pavimento pelvico possono incidere sulla loro comparsa. 

Per diversi anni, la stipsi è stata vista come una delle cause principali; le feci dure, infatti, aumenterebbero le probabilità di piccoli tagli dei cuscinetti anali. In realtà, nessuno studio ha poi dimostrato l'assoluta scientificità della cosa. 

Quali sono i sintomi delle emorroidi?

I sintomi delle emorroidi comprendono:

A volte, lo sporgere delle emorroidi dall'ano crea una condizione indicata come incarcerazione delle emorroidi, che può causare una diminuzione dell'apporto di sangue e portare alla cancrena della mucosa anale.

A seconda della posizione delle stesse, esterna o interna, la sintomatologia può variare. Di certo, il sanguinamento è il segno più evidente. Se non ci sono trombosi, il dolore, anche molto forte, è un altro campanello d'allarme, spesso accompagnato da gonfiore esterno. 

Si presentano come un nodulo di dimensioni variabili da un pisello a una nocciola, di colore rosso-violaceo, con consistenza molliccia; talvolta, possiedono consistenza maggiore quale esito di infiammazioni.

Quali possono le eventuali complicazioni?

L'emorroide può andare incontro a diverse complicazioni: oltre all'insorgenza di un'infezione seguita da trombosi, si possono annoverare emorragie profuse, formazioni di ragadi e fistole anali, lo strozzamento tra le fibre dello sfintere anale, la formazione di ascessi.

Chi è colpito da emorroidi?

Le emorroidi diventano patologiche sia negli uomini che nelle donne di età compresa tra i 45 e i 65 anni. Ovviamente, lo stile di vita dei soggetti colpiti incide sulla percentuale di rischio. Anche il regime alimentare è molto importante. Una dieta scorretta può essere un fattore scatenante della malattia emorroidaria; questa, infatti, può causare stitichezza e sovrappeso. 

Come vengono diagnosticate le emorroidi?

La maggior parte delle persone che hanno le emorroidi ingrandite avvertono un forte dolore anale e riscontrano sangue nelle feci. Analizzando la sintomatologia, il medico potrà fare una prima diagnosi. La diagnosi delle emorroidi interne è più semplice se si presenta lo sporgere delle stesse dall'ano. In questi casi, è utile un esame rettale, anche per escludere altre patologie.

Un esame più approfondito per le emorroidi interne è fatto visivamente utilizzando un anoscopio. Il medico può scegliere di eseguire una visita anoscopica attraverso uno strumento chiamato appunto anoscopio o proctoscopio.

A volte, si possono richiedere altri esami più approfonditi, come:

Emorroidi in gravidanza

Sfortunatamente, le emorroidi in gravidanza sono comuni. Più spesso, compaiono durante il terzo trimestre.

L'utero in crescita, la costipazione e un aumento del progesterone ormonale rendono più probabile lo sviluppo delle emorroidi durante la gravidanza.

L'utero in crescita fa pressione sulle vene pelviche e sulla vena cava inferiore, una grande vena che si trova sul lato destro del corpo che riceve sangue dagli arti inferiori. Questo può rallentare il ritorno del sangue dalla metà inferiore del corpo, che aumenta la pressione sulle vene al di sotto dell'utero e le fa dilatare o gonfiare.

La costipazione (un altro problema comune durante la gravidanza) può anche causare o aggravare le emorroidi.

Durante la gravidanza, il progesterone rilassa le pareti delle vene, permettendo loro di gonfiarsi più facilmente, contribuisce anche alla stitichezza rallentando il tratto intestinale. Alcune donne le sperimentano per la prima volta mentre sono incinte. Possono anche svilupparsi mentre si sta spingendo durante il travaglio.

Non è raro sviluppare un'emorroide trombizzata, che è un coagulo di sangue che si forma all'interno delle emorroidi, portando a un grumo particolarmente grande e gonfio. Questo tipo di emorroidi può essere abbastanza doloroso e rende difficile camminare, sedersi o avere un movimento intestinale.

Anche il disagio o il sanguinamento delle emorroidi è un disturbo comune durante il primo periodo postparto. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, le emorroidi sviluppate durante la gravidanza scompaiono poco dopo il parto, soprattutto se si presta attenzione a prevenire la stitichezza.

Quanto segue può aiutare ad alleviare le emorroidi:

  • Mettere il bicarbonato di sodio (bagnato o asciutto) sulla zona per ridurre il prurito.
  • Fare un bagno caldo con del bicarbonato nell'acqua.
  • Usare l'amamelide per ridurre il gonfiore o il sanguinamento.
  • Evitare di stare sedute per lunghi periodi.
  • Usare il freddo. La terapia a freddo può ridurre il gonfiore e il disagio. Applicare un impacco di ghiaccio (con una copertura morbida) sulla zona interessata più volte al giorno. 
  • Usare il calore. Immergere il sedere in una vasca di acqua calda per 10/15 minuti un paio di volte al giorno. 
  • Mantenere la zona pulita. Pulire l'area interessata delicatamente, ma accuratamente dopo ogni movimento intestinale. Usare un tessuto igienico morbido e non profumato, che è meno irritante. Molte donne trovano più comodo usare salviettine senza profumo piuttosto che carta igienica. È inoltre possibile acquistare salviette inumidite con amamelide, in particolare per il trattamento delle emorroidi.
  • Farmaci. Chiedete al proprio medico i farmaci adatti. Può raccomandare un anestetico topico o una supposta medicata sicura da usare durante la gravidanza. Sono disponibili molti prodotti per la cura delle emorroidi.

La cosa migliore da fare per prevenire le emorroidi durante la gravidanza è evitare di essere costipate. Se si è stitiche, evitare di sforzarsi durante i movimenti intestinali.

Provare quanto segue per prevenire la stitichezza:

  • Evitare di diventare stitiche, mangiando una dieta ricca di fibre (che include un sacco di cereali integrali, fagioli, frutta e verdura), bevendo circa 10 tazze di acqua al giorno e facendo esercizio fisico regolare. Se si è già stitiche, chiedere al proprio medico di assumere un integratore di fibre o di usare un ammorbidente per le feci.
  • Non aspettare di andare in bagno quando si sente l'impulso e cercare di non sforzarsi.
  • Non sedersi sulla toilette più a lungo del necessario perché ciò mette sotto pressione la zona rettale.
  • Fare esercizi di Kegel tutti i giorni. I Kegel aumentano la circolazione nell'area rettale e rafforzano i muscoli intorno all'ano, riducendo la possibilità di emorroidi. Inoltre, rafforzano e tonificano i muscoli intorno alla vagina e all'uretra, che possono aiutare il corpo a riprendersi dopo il parto.
  • Non sedersi o stare in piedi per lunghi periodi di tempo. Se il proprio lavoro consiste nello stare seduti ad una scrivania, alzarsi e andare in giro per qualche minuto ogni ora circa. A casa, stendersi per togliere la pressione dalle vene del retto e aumentare il ritorno di sangue dalla metà inferiore del corpo.

Emorroidi: prodotti per curarle e rimedi naturali

Si ritiene generalmente che la stitichezza sia una delle maggiori cause di emorroidi e che le feci dure possano aggravare le emorroidi esistenti. Si raccomanda, pertanto, di ammorbidire le feci, aumentando le fibre nella dieta. Le fibre si trovano in numerosi alimenti, tra cui:

  • Frutta fresca e secca.
  • Verdura.
  • Cereali.

Altri prodotti usati per il trattamento delle emorroidi sono:

  • Pomate.
  • Creme.
  • Gel.
  • Supposte.
  • Schiume.

Tra i rimedi naturali si possono consigliare:

  • Amamelide: può ridurre sia il prurito che il dolore, due dei sintomi principali delle emorroidi. È un antinfiammatorio naturale, quindi potrebbe anche ridurre il gonfiore. Può essere acquistata in forma liquida e applicata direttamente sulle emorroidi. Può anche essere trovata nei saponi.
  • Aloe vera: il gel di aloe vera si trova nei prodotti acquistabili nelle farmacie. Può anche essere raccolto direttamente dall'interno delle foglie di una pianta di aloe. L'aloe vera ha proprietà antinfiammatorie che sono riconosciute per essere efficaci nel trattamento delle condizioni infiammatorie della pelle. Tuttavia, si dovrebbe usare solo gel di aloe vera puro sulle emorroidi. 
  • Bagno caldo con sale di Epsom: i bagni caldi possono aiutare a lenire l'irritazione data dalle emorroidi. È possibile utilizzare una bacinella di plastica che si adatta al sedile del water o fare un bagno completo nella vasca, per almeno 20 minuti, il che faciliterà i movimenti intestinali. L'aggiunta di sali di Epsom al bagno può fornire ulteriore sollievo riducendo il dolore.
  • Unguenti: la preparazione H può offrire sollievo immediato. Alcuni possono anche ridurre il gonfiore e aiutare le emorroidi a guarire più velocemente. Se si usa una crema contenente idrocortisone, però, non usarla per più di una settimana alla volta.
  • Salviette: usare la carta igienica dopo un'evacuazione può aggravare le emorroidi esistenti. Invece, l'uso di salviette può aiutare a mantenere la pulizia senza causare ulteriore irritazione. E' possibile trovare salviette con ingredienti lenitivi, come amamelide o aloe vera. Assicurarsi che le salviette non contengano alcol, profumi o altre sostanze irritanti: queste sostanze potrebbero aggravare i sintomi invece di alleviarli.
  • Impacchi a freddo: applicare impacchi di ghiaccio all'ano per alleviare il gonfiore per 15 minuti alla volta. Per le emorroidi grandi e dolorose, questo può essere un trattamento estremamente efficace. Avvolgere sempre il ghiaccio all'interno di un panno o di un tovagliolo di carta e non applicare mai qualcosa di congelato direttamente sulla pelle.
  • Ammorbidente delle feci: assieme agli integratori di fibre possono aiutare a ridurre la stitichezza, rendere più morbide le feci e rendere più facili i movimenti intestinali. Molti di questi supplementi, incluso lo psillio, si presentano in forma di polveri, capsule e liquidi da assumere oralmente da una volta a 3 volte al giorno.
  • Vestiti larghi in cotone: sostituire gli abiti stretti realizzati in poliestere con cotone ultra-traspirante (in particolare biancheria intima di cotone) può aiutare a mantenere la zona anale sia pulita che asciutta. Questo può potenzialmente ridurre i sintomi. Evitare l'uso di detersivi profumati o ammorbidenti per ridurre l'irritazione.

Quali sono gli interventi alternativi più efficaci?

Diversi sono gli interventi alternativi che vengono utilizzati per trattare le emorroidi, ecco i più efficaci:

  • La scleroterapia: è una delle più antiche forme di trattamento. Durante questa tecnica, un liquido (urea fenolo o chinino) viene iniettato alla base delle emorroidi. Questa è una tecnica angiologica che agisce con l'obiettivo di chiudere un tratto venoso sede di varice oppure un gruppo di capillari attraverso l'iniezione di una soluzione sclerosante, che causa una reazione infiammatoria locale che provoca la chiusura dei capillari stessi. 
  • La legatura con bande di gomma: il principio della legatura con bande di gomma è quello di circondare la base del cuscino emorroidale anale con un elastico stretto per evitare il prolasso. La complicanza più comune è il dolore da legatura.
  • Trattamenti di calore: ci sono diversi trattamenti che utilizzano il calore per rimarginare il tessuto emorroidale e favorire la cicatrizzazione, tra cui l'elettroterapia e la fotocoagulazione a raggi infrarossi. Questa tecnica, che prevede l'utilizzo del laser, è effettuata per via transanale. L’obiettivo di questo innovativo intervento non è quello di eliminare, con l'asportazione, le emorroidi, ma di inibire le arteriole che causano il sanguinamento. In questi casi, non vi sono particolari medicazioni e il paziente può lasciare immediatamente l'ambulatorio. Diversi sono i vantaggi, ovvero: assenza di anestesia locale; assenza di forti dolori; intervento rapido; assenza di sanguinamento
  • Crioterapia: la crioterapia utilizza basse temperature per consentire la cicatrizzazione delle emorroidi. 
  • Chirurgia: l'utilizzo di uno speciale anoscopio, illuminato con una sonda doppler che misura il flusso di sangue, permette ai medici di identificare l'arteria che riempie i vasi emorroidali. Il medico può legare l'arteria e fermare il flusso. In questo modo, le emorroidi si riducono.
  • Emorroidectomia: durante l'emorroidectomia, le emorroidi interne e quelle esterne vengono tagliate da fuori. L’intervento asporta i gavoccioli emorroidari oramai prolassati all'esterno del canale anale. L’intervento viene effettuato in day surgery e l'anestesia è solo locale.
  • Emorroidectomia pinzata: questa è una nuova tecnica chirurgica per il trattamento delle emorroidi. L'intervento non rimuove le emorroidi, ma espande il tessuto emorroidale di supporto che permette alle emorroidi di non prolassare verso il basso. Alla fine, le emorroidi vengono riposizionate in sede e fissate tramite una suturatrice circolare.

Esistono nuove tecniche per il trattamento delle emorroidi?

Vi sono nuove tecniche per risolvere in modo definitivo e indolore il prolasso rettale/emorroidario. 

Attualmente, sono 2 le metodiche più sicure alternative alla tradizionale escissione chirurgica delle emorroidi che comporta, notoriamente, notevoli disagi per il paziente e necessita di medicazioni e lunghi e dolorosi tempi di guarigione:   

  • Il metodo THD (Transanal Hemorrhoidal Dearterialization).
  • Il metodo E.L.P.  (Endo Luminal Prolapsectomy).

Sono indolori e rapidi e risolvono definitivamente in un solo giorno il problema del prolasso emorroidario/rettale con ripresa immediata ed agevole dell’anatomia e della funzione quotidiana.

Il metodo THD si svolge con una tecnica chirurgica che lega i vasi arteriosi che riforniscono le vene emorroidarie: essi sono identificati con un apposito strumento- doppler e quindi viene eseguita, poi, una sospensione della mucosa prolassata riposizionandola nella dovuta sede. L’intervento non asporta tessuti e, quindi, non vi sono ferite che devono guarire e non vi è dolore, ma solo un disagio minimo o, spesso, nessun sintomo. Le complicanze, pertanto, sono rare e di facile soluzione; la ripresa funzionale è rapida. L’intervento non necessita di alcuna preparazione e può essere eseguito in day hospital o con un solo giorno di ricovero. La THD è utile in molti casi purchè rigorosamente selezionati e di solito settoriali.

Per i casi di prolasso rettale conclamato o emorroidi di III e IV grado, è indicato invece l’intervento di ELP – Endo Luminal Prolapsectomy, ovvero  prolassectomia endo-luminale – che elimina definitivamente il prolasso, i disturbi di defecazione ed il dolore. L’E.L.P.  ripristina la corretta anatomia e soprattutto la corretta funzione: con un solo intervento risolve contemporaneamente sia il problema emorroidario sia la situazione anatomica a T rovesciata del perineo disceso, ripristinandone la V rovesciata della gioventù. Risolve così definitivamente il prolasso che protrude all’esterno, ma anche e soprattutto, internamente, con ostruzione al transito delle feci che rimangono così bloccate ed escono a pezzi, sottili o con enormi sforzi. L’intervento di E. L. P. seziona con lo stapler un anello di mucosa in eccesso, così da impedire, in modo radicale e definitivo, il reflusso delle vene emorroidarie insufficienti; si esegue poi la II fase, ovvero la ricostruzione personalizzata - il “lifting su misura” - per ricreare un condotto ottimale per la defecazione che ora è finalmente regolare, agevole, completa e soddisfacente. Al termine dell’intervento, l'anatomia anale è ristrutturata e la risalita del perineo è stabile. Con questo metodo, si possono correggere gli esiti sfavorevoli subiti con altri interventi, anche in casi già operati in modo insoddisfacente o doloroso.       

Argomenti: emorroidi strozzamento emorroidario emorroidectomia
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