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Stanchezza mentale

Stanchezza mentale
Curatore scientifico
Elisabetta Ciccolella
Specialità del contenuto
Medicina generale

Cos'è

In generale, la stanchezza o astenia è una sensazione di eccessiva stanchezza, mancanza di energie o esaurimento, accompagnata da un forte desiderio di riposo o sonno.

Questo comune sintomo è diverso dalla debolezza che interessa i muscoli, ma può verificarsi con essa. L’astenia è una normale e importante risposta all’eccessivo esercizio fisico, allo stress emotivo prolungato e alla privazione di sonno.

Tuttavia, può anche essere un sintomo aspecifico di un disturbo psicologico o fisiologico, soprattutto di un’infezione virale e di una patologia endocrina, cardiovascolare o neurologica.
La stanchezza mentale è una condizione oggi divenuta molto comune, principalmente causata dai ritmi frenetici cui siamo sottoposti giorno dopo giorno.

Il nostro cervello in condizioni di stress può dunque andare incontro a sovraccarico. Questo porta ad un'interruzione delle sue regolari funzioni, provocata dalla moltitudine di informazioni che il nostro cervello deve gestire ed elaborare quotidianamente. Questa situazione di stallo si manifesta attraverso una condizione di stanchezza eccessiva, caratterizzata da un impoverimento dell’energia sia mentale che fisica, tale da impedire al soggetto che ne è colpito il normale svolgimento delle attività quotidiane. Le persone che soffrono di stanchezza mentale, sono soggetti che tendono a sovraccaricarsi di compiti e di attività, per poi rimanere sopraffatti dalle circostanze.

La nostra mente, stanca di tutto il lavorio cui viene sottoposta, ci fa sentire esausti, disinteressati e privi di energia.

Diagnosi

Occorre effettuare un’accurata anamnesi per identificare il tipo di astenia del paziente.

L’astenia o stancheza che peggiora con l’attività e migliora con il riposo generalmente indica un disturbo organico; il quadro opposto, un disturbo psichico.

L’astenia di durata superiore a 4 mesi, l’astenia costante che non è alleviata dal riposo e un transitorio esaurimento che rapidamente evolve in attacchi di energia, sono altri segni associati a disturbi psicologici.

L’esame obiettivo si basa su:
  • esame internistico;
  • esame neurologico;
  • esame psichiatrico.
La diagnosi di stanchezza ci permette di dire che se gli esami effettuati non consentono alcuna associazione con determinati gruppi di malattie o quadri clinici, si possono eseguire le seguenti ricerche di diagnostica specialistica:
  • esami di laboratorio come VES, emocromo con formula leucocitaria, proteina C reattiva, glicemia, creatinina, gamma- gt, LDH (lattico deidrogenasi), potassio, esame delle urine, test per il sangue occulto;
  • esami strumentali come la radiografia del torace, l’elettrocardiogramma e l’ecografia dell’addome.

Cause

Le cause della stanchezza mentale, come abbiamo accennato, sono principalmente da ricondurre ad un eccessivo lavorio della mente, ad uno stile di vita poco equilibrato o ancora a periodi di particolare stress, derivante dall’ambito lavorativo oppure causato da eventi di vita normativi.

Distinguiamo due gruppi di cause, capaci di indurci questo stato di profonda stanchezza mentale, una serie di cause di natura fisica e cause di natura psicologica. 

Le cause di natura fisica, sono da ricondurre a determinate condizioni, quali:
  • sovrappeso o estrema magrezza;
  • alimentazione errata;
  • patologie e trattamenti farmacologici per diabete, anemia, ipertiroidismo;
  • scarso esercizio fisico;
  • insufficienza cardiaca che può essere sinistra (dispnea da sforzo e notturna associata a tachicardia) o destra (distensione delle vene del collo e probabilmente una lieve ma persistente tosse non produttiva);
  • insufficienza renale (come primo sintomo nella forma acuta);
  • ipotiroidismo da ridotta funzionalità tiroidea
  • uso di sedativi, tranquillanti ed antidepressivi;
  • abuso di lassativi;
  • malnutrizione specie se proteico–calorica;
  • uso di farmaci antipertensivi;
  • anemia con pallore, tachicardia e dispnea legata a patologie maligne come leucemie o a carenza di vitamina B12 o ferro;
  • alterazioni degli elettroliti come potassio, sodio, magnesio, cloro;
  • gravidanza e allattamento;
  • alterazioni del normale ciclo sonno-veglia.
Tra le cause di natura psicologica annoveriamo:
  • stress (causato dal carico intenso di lavoro o dall’eccessivo studio);
  • depressione;
  • malattie psichiatriche e/o psicosomatiche come le psicosi, la schizofrenia, la narcolessia, gravi disturbi della personalità e dell’umore, demenze;
  • disturbi d’ansia;
  • insonnia cronica.

Sintomi

La sensazione di stanchezza mentale si accompagna solitamente ad una sensazione di esaurimento fisico, che si manifesta attraverso parametri fisiologici e comportamentali ben precisi come:

Quando la stanchezza diventa la condizione normale, parliamo di stanchezza cronica, che può portare a una condizione debilitante molto severa.

Cosa fare

Per riprendersi dalla stanchezza mentale è prima di tutto necessario eliminare tutte le cause alla base della stanchezza psicofisica, quindi andare ad agire su tutte le fonti di stress che hanno sovraccaricato i nostri circuiti cerebrali. Indipendentemente dalla causa, si può aiutare il paziente a modificare il proprio stile di vita in modo da ottenere una dieta bilanciata, un programma di esercizio regolare e un adeguato riposo.

È dunque necessario mettere in pratica tutta una serie di strategie volte a favorire il rilassamento e l'eliminazione degli fattori di stress, quindi:
  • ridurre il carico di lavoro o di studio; 
  • evitare di ampliare il novero delle cose da fare o da ricordare;
  • fare pause frequenti durante il lavoro o lo studio;
  • dormire almeno 8 ore a notte;
  • stabilire una routine quotidiana;
  • ascoltare musica classica o musica rilassante;
  • praticare attività sportiva o fare passeggiate all’aperto;
  • seguire un'alimentazione sana ed equilibrata;
  • ridurre il consumo di caffeina e di bevande alcoliche prima di andare a dormire;
  • assumere integratori alimentari di magnesio e potassio ed omega 3 (sotto indicazione medica);
  • dedicarsi momenti di relax;
  • praticare meditazione o yoga.

Rimedi naturali

Oltre a seguire queste norme comportamentali, sin dai tempi antichi, si è fatto ricorso a rimedi naturali per la stanchezza mentale come decotti ed infusi di erbe naturali. Alcuni di questi infusi sono molto usati anche oggi per le loro proprietà rinvigorenti, in grado di diminuire il senso di stanchezza sia fisica che mentale.

Tra gli infusi più utilizzati citiamo quelli a base di:
  • ginseng: è il rimedio naturale più famoso per contrastare gli effetti della stanchezza. Usato in Oriente sin da epoche remote per la sua capacità di ridurre la percezione della fatica e aumentare la concentrazione;
  • rodiola: utilizzata per combattere l’affaticamento fisico, migliora la qualità del sonno ed ha un effetto protettivo nei confronti del cuore;
  • acai: il frutto e le bacche di acai aiutano a di ridurre lo stress, ritrovare l’equilibrio emotivo e psichico;
  • fiori di Bach: sono impiegati con successo per rigenerare la mente e rinvigorire il corpo. I fiori di Bach più utilizzati per combattere la stanchezza mentale sono: olive, elm ed oak
Altre sostanze che si possono assumere per diminuire la stanchezza mentale sono:
  • eleuterococco: noto anche come ginseng siberiano, si tratta di un estratto vegetale tonico-adattogeno noto per le proprietà di supporto relative alla memoria e alle funzioni cognitive;
  • papaya fermentata: antiossidante dalle proprietà utili in periodi di stress acuto;
  • iboflavina: migliora il funzionamento del sistema nervoso e aiuta il mantenimento delle capacità visive;
  • vitamina B6: riduce stanchezza e affaticamento;
  • vitamina B12: aiuta il mantenimento della funzione psicologica, contribuisce all'insieme dei processi necessari per trasformare il cibo in energia utile alle attività cellulari.
Un altro rimedio naturale, rivelatosi molto efficace nel combattere l’affaticamento mentale, è l’aromaterapia, pratica che attraverso la diffusione nell’ambiente di oli essenziali (come rosmarino, timo, zenzero o pino silvestre) contrasta gli stati di affaticamento transitori e cronici, favorendo uno stato di rilassamento e facilitando il riequilibrio delle funzioni psico-fisiche.
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