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Klebsiella pneumonae

Klebsiella pneumonae
Curatore scientifico
Dr. Marialuisa Lugaresi
Specialità del contenuto
Pneumologia

Che cos’è Klebsiella?

I batteri Klebsiella (in inglese Klebsiella bacteria) sono batteri gram-negativi, appartenenti alla famiglia Enterobacteriaceae, a forma di asta, immobili (perché privi di flagello), aerobi facoltativi, e fermentativi. I batteri Klebsiella sono patogeni opportunisti, cioè commensali normalmente presenti nella flora batterica umana e animale (in intestino, cute e nasofaringe), ma possono provocare infezioni gravi e anche letali in alcune condizioni.

Ad esempio, le specie di Klebsiella producono infezioni quando il sistema immunitario è compromesso o indebolito. Spesso l’infezione è contratta nei nosocomi. Le infezioni sono prevalentemente a carico dei tratti:

  • respiratorio;
  • intestinale;
  • urogenitale.

Le patologie sviluppate dipendono dalla specie di Klebsiella che produce l’infezione. Esistono diverse specie di Klebsiella, ma le infezioni più frequenti sono sostenute da Klebsiella pneumoniae e da Klebsiella oxytoca.

Cos’è la Klebsiella pneumoniae?

Klebsiella pneumoniae è la specie di Klebsiella più comune, e causa un gran numero di infezioni diverse, soprattutto nei bambini e in individui indeboliti da patologie croniche, nei quali i sintomi dell’infezione vengono mascherati da quelli della patologia precedentemente in atto. Il batterio causa:

Le infezioni respiratorie e quelle urinarie sono le più frequenti.

I sintomi delle infezioni respiratorie prodotte da Klebsiella pneumonie: febbre, dolore toracico, brividi, difficoltà di respirazione, emottisi (tosse con sangue); sintomi delle infezioni urinarie prodotte da Klebsiella pneumoniae urine dense e scure (spesso con presenza di sangue), stimolo della minzione frequente, urine dolore al basso ventre.

Klebsiella pneumoniae ha la tendenza a produrre lesioni necrotiche (cancrena), e polmoniti resistenti ai farmaci.

Cos’è la klebsiella oxytoca?

Klebsiella oxytoca era precedentemente considerata una sottospecie di Klebsiella pneumoniae, ma ad oggi costituisce una specie a sé. La sua patogenicità però è sovrapponibile a quella di Klebsiella pneumoniae. Klebsiella oxytoca è particolarmente diffuso negli ambienti ospedalieri. Particolarmente a rischio per l’infezione sono:

  • diabetici;
  • alcolisti;
  • malati cronici;
  • trapiantati d’organo o di cellule staminali;
  • individui che si sono sottoposti ad interventi chirurgici;
  • individui che utilizzano tubi di alimentazione o cateteri.

Alcuni ceppi sono multiresistenti, cioè resistenti a diversi farmaci (una caratteristica in aumento per molti tipi di batteri, come per esempio Prevotella, a causa dell’abuso di antibiotici in situazioni in cui non sarebbero richiesti), molto virulenti e con diffusione rapida.

Klebsiella oxytoca può causare una malattia sistemica, la batteremia, nella quel i batteri colonizzano il sangue e si diffondono nell’intero organismo, conducendo allo shock settico, potenzialmente fatale.

La klebsiella oxytoca può causare infezioni del tratto urinario: le infezioni possono diffondersi al rene e portare a insufficienza renale; se la malattia non viene trattata e progredisce si può essere in pericolo di vita.

Come si può prevenire la diffusione di batteri Klebsiella?

Per prevenire la diffusione di infezioni da Klebsiella bisogna seguire specifiche precauzioni a livello igienico. La più importante di tutte riguarda l’igiene delle mani.

I pazienti infetti devono abituarsi a lavarsele molto spesso, anche dopo aver toccato oggetti o superfici ospedaliere. Il personale sanitario deve indossare sempre camici e guanti protettivi all’interno di stanze con pazienti infetti e deve lavarsi scrupolosamente le mani dopo averli medicati.

Come comportarsi in caso di infezione da Klebsiella?

Quando si scopre di aver contratto un’infezione da Klebsiella è importante seguire alla lettera il trattamento prescritto dal medico: assumere i farmaci consigliati e attenersi ad ogni raccomandazione in materia di igiene.

Klebsiella oxytoca e Klebsiella pneumoniae cura e prevenzione

Le terapie disponibili per Klebsiella sono gli antibiotici Gentamicina, Tigeiclina, Colistina, Fosfomicina, amikacina, netilmicina, tobramicina. Gli antibiotici vengono usati in associazione e ad alto dosaggio.

I batteri Klebsiella sono resistenti all’ampicillina e alla carbenicillina, e quelli presenti in ambienti nosocomiali sono poliantibiotico-resistenti. La prevenzione è essenziale, soprattutto nei contesti ospedalieri, osservando i protocolli assistenziali che prevedono l’isolamento dei pazienti infetti, e norme igieniche scrupolose. Il tratto intestinale è considerato il principale serbatoio del batterio, e le mani del personale sanitario sono il principale veicolo di trasmissione, pertanto è importante la corretta igiene delle mani e l’utilizzo dei guanti.

Se i batteri Klebsiella resistono agli antibiotici

Alcuni batteri Klebsiella sono ormai diventati altamente resistenti a molti antibiotici.

Un prolungato soggiorno ospedaliero e l'attuazione di procedure invasive sono spesso fattori di rischio per l'acquisizione di questi ceppi infettivi così resistenti.

Ad esempio: se i batteri Klebsiella pneumoniae producono un enzima noto come carbapenemasi, la classe di antibiotici carbapenemi non funzionerà per uccidere i batteri e trattare l'infezione.

Le infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici possono essere molto difficili da trattare.

È possibile trasmette un’infezione da Klebsiella ai propri familiari?

Se i membri della famiglia sono sani, il rischio di infettarsi è molto basso. È tuttavia necessario seguire ogni tipo di precauzione igienica, perché i batteri Klebsiella si diffondono principalmente per contatto.

L'igiene (soprattutto delle mani) è quindi il metodo migliore per controllare e prevenire la diffusione dei germi.

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